9 Novembre 2001

Anche i siti porno sfruttano la guerra

Dall?11 settembre non si parla d?altro. Dopo l?attentato alle Twin Towers l?attenzione dei mass media e delle persone ha imboccato una via a senso unico che per adesso non sembra aver uscita. Questa via è la guerra al terrorismo. O se si preferisce la guerra che da un mese si sta combattendo nei territori dell? Afghanistan. Come tradizione, quando c?è un fenomeno che attira l?attenzione di molti, compaiono soggetti che, con abili trovate di marketing o con stratagemmi di basso livello, intendono lucrare su tali eventi. Anche se di mezzo c?è la vita delle persone. Questo devono aver pensato i navigatori che hanno segnalato al Codacons un sito internet (www.bambinisoldato.org) che all?apparenza sembra dedicato al fenomeno dei bambini soldato, ma che in realtà è pornografia allo stato puro. Aprendo il sito, infatti, compaiono 24 link porno che rimandano ad una miriade di sottositi, tutti a sfondo erotico e molti dei quali propongono videocassette ed altro materiale. Ovviamente a pagamento. Lesbo express, orgy machine, teen sex sono solo alcuni dei nomi che compaiono una volta aperto il sito. Il Codacons si è chiesto: qual è il nesso tra bambini soldato e pornografia? E la stessa domanda l?ha fatta alla Procura di Roma e all? Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Non è la prima volta che l?associazione a tutela dei consumatori scopre siti internet dalla dubbia legalità. Tempo fa il Codacons ha reso nota la presenza sul web di un sito propedofilia che addirittura utilizzava il mondo di internet per chiedere finanziamenti monetari, tentando di sensibilizzare i navigatori pubblicando lettere di bambini ?innamorati? dei loro amici adulti. E ad agosto il CODACONS ha denunciato alla Procura della Repubblica di Roma il sito www.rotten.com, dalle cui pagine vengono mostrate mutilazioni, feci, cadaveri e altre nefandezze, chiedendone l?immediato oscuramento nonché il sequestro delle pagine web contenute.

Censura? Forse si, ma se si pensa a tutti i minori che quotidianamente navigano in internet e che potrebbero risentire della visione di tali siti, questa misura appare l?unica via efficace per la tutela dei più deboli.

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