Lipobay, un medico sotto inchiesta
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fonte:
- la Repubblica
Aveva in cura l`anziana morta al Sant`Eugenio
L`ipotesi di reato è omicidio colposo. Aurora Rongione assumeva regolarmente il farmaco della Bayer
E` il primo avviso di garanzia “romano“ del caso Lipobay quello firmato ieri dal sostituto procuratore Emanuele Di Salvo. Pasquale Toce, medico napoletano che aveva in cura Aurora Rongione, è indagato per omicidio colposo. La donna di 77 anni, morta venerdì scorso per rabdomiolisi all`ospedale Sant`Eugenio, assumeva regolarmente il farmaco anticolesterolo della Bayer.
Secondo la denuncia di Antonella Piciullo, la nipote della signora Rongione che ha presentato l`esposto in procura, la morte della zia potrebbe essere stata causata dall`associazione del Lipobay e di un altro medicinale a base di ciclosporina, utile alla donna per curare la psoriasi. Un cocktail, secondo le ipotesi prese in considerazione, che avrebbe avuto effetti devastanti per la salute di Aurora Rongione.
Secondo Ugo Longo, legale dei familiari della donna, l`iscrizione di Toce sul registro degli indagati sarebbe stato un atto dovuto per consentire al professionista napoletano di nominare un consulente di fiducia in vista dell`autopsia, eseguita ieri pomeriggio.
Il problema, nel caso di Aurora, sarebbe stato invece nel foglietto illustrativo del medicinale Bayer. Il medico legale Dino Tancredi, incaricato dal pm, è stato affiancato da Maurizio Mattei e dal professore Claudio Botrè, ordinario di Chimica della Sapienza, entrambi indicati da Ugo Longo.
Soltanto tra 60 giorni, quando saranno depositati i risultati dell`esame autoptico, sarà possibile sapere se la morte della donna sia stata effettivamente una conseguenza delle terapie farmacologiche. E` proprio questo il quesito posto dal pm ai medici.
Aurora Rongione aveva cominciato ad avvertire i primi disturbi alle gambe lo scorso luglio. Dopo un blocco renale era stata ricoverata a Napoli, ma la situazione era poi peggiorata e la donna era stata trasportata a Roma, all`ospedale Sant`Eugenio, il 4 agosto e subito sottoposta a dialisi. Un vero e proprio calvario.
A peggiorare le cose era arrivato anche il blocco intestinale che aveva reso necessario un intervento chirurgico. Un`operazione all`addome, ultimo tentativo per salvare l`anziana. Ai parenti era sembrato che le cose andassero meglio e la donna potesse davvero riprendersi. Ma i tessuti di Aurora erano già in necrosi. Venti giorni nel reparto di rianimazione. Poi la morte.
La denuncia dei familiari è arrivata prima ancora del decesso. Perché se all`inizio non avevano capito perché la zia non si reggesse più in piedi, quando è esplosa la polemica sul Lipobay prodotto e commercializzato dal colosso tedesco della Bayer non è stato difficile pensare che la causa fosse proprio il farmaco anticolesterolo. Si sono rivolti al Codacons e poi alla procura romana.
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