Lipobay. L?inchiesta si sposta in Procura
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fonte:
- Il Tempo
Lipobay. L?inchiesta si sposta in Procura
Oggi gli interrogatori dei vertici italiani della Bayer e dei funzionari del Ministero della Salute
ROMA – Il ministero della Salute assicura che finora sono stati accertati solo cinque casi gravi di intossicazione da Lipobay. Ciò nonostante, le denunce si moltiplicano.
Frena però gli allarmismi il ministro della Salute Girolamo Sirchia. «In questo clima di allarmismo spesso accade che vengano segnalati casi mortali attribuiti impropriamente al farmaco. Tutto questo esige un approfondimento e prima di affermare una cosa tanto grave bisogna avere le prove sicure» ha affermato Sirchia, ribadendo che «una volta sospeso il farmaco non c?è più` niente da temere».
Quanto alle polemiche sulla carenza di farmaco-vigilanza, il ministro ha chiarito che «in pratica è affidata ai medici del territorio che tempestivamente dovrebbero segnalare i casi alla Asl e al ministero».
Intanto, tra oggi e domani sfileranno negli uffici della Procura di Torino i protagonisti della vicenda Lipobay: i vertici Bayer in Italia e i funzionari del ministero della Salute e della direzione di farmaco-vigilanza.
Dovranno rispondere a cruciali domande: perchè la Bayer ha taciuto la pericolosità del farmaco? Con quanto ritardo è intervenuto il ministero della Sanità italiano?
Dalle indagini preliminari sinora condotte, sembra che il primo caso italiano sia stato segnalato nel 1998, circostanza che a Palazzo di Giustizia lascia pensare ad un comportamento intempestivo.
Al procuratore Raffaele Guariniello risulta tra l`altro che la Bayer conoscesse alcuni dei gravi effetti collaterali del Lipobay (come il rischio di rabdomiolisi) sin dal dicembre del `99. A dimostrarlo ci sarebbe una lettera inviata lo scorso maggio da un responsabile della Bayer americana alla commissione americana Food & Drug Administation.
Sugli aspetti legati all`uso, alla commercializzazione e alla presunta pericolosità del medicinale se ne saprà quindi di più nei prossimi giorni.
Non è una vittima del Lipobay il pensionato di Cittaducale morto il 9 luglio scorso all`ospedale di Terni per un cancro al polmone ed il cui caso è stato denunciato dal Codacons. Lo assicura il professor Francesco Puma, primario del reparto ternano di chirurgia dove all` anziano vennero prestate le ultime cure. «Quando arrivò da noi – spiega il professor Puma – l`uomo era in condizioni preterminali ed aveva smesso da tempo il Lipobay». Il professor Puma ricorda che la causa della morte del pensionato fu il tumore al polmone. «Si tratta di una malattia – spiega il primario – che non ha alcuna relazione con l` assunzione di qualsivoglia farmaco. L` unico agente riconosciuto dalla scienza medica come causa di questa neoplasia è il fumo. Non ce ne sono altre».
Quando venne trasportato all` ospedale di Terni l` uomo si era sottoposto a diversi esami ma la malattia non era stata ancora esattamente definita. Il tumore venne così diagnosticato presso il reparto del professor Puma. «Era però già metastatizzato – afferma ancora il sanitario – ed il paziente si trovava in condizioni preterminali. Lo abbiamo sottoposto ad alcune cure palliative – conclude il professor Puma – ma poi è morto».
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