Temi su Internet, indaga la magistratura
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fonte:
- Il Mattino
Soluzioni e traduzioni a spasso tra Internet e i cellulari già pochi minuti dopo la dettatura delle tracce: sul giallo informatico della Maturità adesso indagherà la magistratura. La Procura di Roma ha infatti aperto un fascicolo, senza ipotesi di reato e contro ignoti: un atto dovuto dopo le denunce presentate dal Codacons che ipotizzano il reato di «rivelazione e utilizzazione di segreti d?ufficio» da parte di «pubblici ufficiali responsabili della segretezza delle tracce».
Per il ministero, però, la talpa telematica non ferma la Maturità: le prime due prove scritte sono assolutamente regolari. «Al momento – ha sottolineato il sottosegretario Valentina Aprea – non ci risulta che siano state commesse irregolarità, ma sono comunque in corso delle indagini». E la presenza di cellulari in aula, ammessa da vari studenti e documentata da siti che hanno ricevuto valanghe di messaggi con richieste d?aiuto dei maturandi alle prese con l?esame? Il sottosegretario non ha dubbi: nessuna responsabilità del ministero, spettava comunque alle commissioni controllare e impedire l?introduzione dei telefonini nelle scuole.
Prove regolari, dunque. Ma resta il fatto che, grazie a Internet, la nuova Maturità alla sua terza edizione appare già vecchia. «Dobbiamo fare i conti con le nuove tecnologie anche modificando il modo di comunicare all?esterno tenendo conto dei tempi più rapidi imposti dalla Rete», ammette la Aprea annunciando che al ministero si sta già lavorando per affrontare la questione. Ha già le idee chiare su come e dove cambiare, invece, l?Associazione nazionale presidi che definisce quella per gli esami di maturità una «procedura arcaica» rispetto all?avanzare della tecnologia. Secondo il presidente Giorgio Rembado dovrebbero essere le scuole e non il ministero a formulare le tracce dei compiti. In questo modo si eviterebbero numerosi passaggi e rischi di fughe di notizie: quel «percorso ad ostacoli, segno di una logica ancora centralista, che – conclude Rembado – ogni anno si è costretti a rompere».
Ma l?Anp contesta anche l?ordinanza ministeriale dello scorso 13 febbraio che prevede quest?anno la pubblicazione «scaglionata», a seconda cioè del termine degli esami orali, classe per classe dei risultati e non in contemporanea per tutti gli studenti. Secondo Rembado si tratta di una «disposizione palesemente assurda», che non garantirebbe la serenità di lavoro dei commissari e l?equità nel giudizio per tutti i candidati. L?Anp ha dunque già chiesto ai vertici del ministero di ripristinare la precedente norma, che «prevedeva scrutini e pubblicazione dei risultati solo al termine della sessione» o in alternativa di lasciare all?autodeterminazione delle commissioni la scelta sull?ordine dei lavori.
Dopo la pausa del week end, si torna in aula lunedì per la terza prova scritta: i quesiti a risposta multipla diversi a seconda delle scuole. E questa volta Internet servirà a ben poco.
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