Quest?anno la maturità canta con Lucio Dalla
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fonte:
- La Stampa
Primo «giallo»: i temi compaiono subito su Internet
ROMA Tre novità: il tema sulle donne, i dubbi della scienza e un cantante (Lucio Dalla) citato come un «classico».
Un «déjà vu»: il tema sui diritti umani.
Uno scrittore riscoperto: Pavese.
Sono in effetti i cantanti a balzare in primo piano sul palcoscenico della maturità 2001. Eminen e Madonna vengono citati nella documentazione per l?articolo/saggio sulla «musica per tutti», insieme con Ricky Martin «dio in terra del pop latino» (anche se i funzionari ministeriali, probabilmente più abituati a Verdi e Rossini, ne hanno deformato il nome in Richy). Ma è soprattutto Lucio Dalla, citato come un «classico», a farla da protagonista: la sua canzone «Piazza grande» figura tra la documentazione di base per uno dei «saggi brevi». E lui ne è, ovviamente, lusingato: «Mi ha fatto piacere, perchè io non ho avuto dei grandi successi scolastici, sapere che qualcuno avrà pur scelto quel tema lì, ci ha ragionato, ha fatto i conti con le motivazioni per le quali è stato scelto il tema, con la memoria collettiva, con il fatto che la canzone è in giro da tanto tempo, il fatto che la piazza era soprattutto un momento di riunione di tutti gli strati sociali».
La scuola dunque ha messo da parte i temi «tromboni» e accademici e ha dato – nelle tracce per l?esame di Stato – il segno di una novità che la riforma appena approvata (e forse presto affossata) voleva sancire. Per le citazioni, ci si è affidati non più solamente ai «grandi» del passato. Nomi nuovi, «volti» noti: il critico televisivo Aldo Grasso accanto a Thomas Mann, il politico francese Jacques Delors accanto ad Altiero Spinelli, Lucio Dalla, appunto, accanto a Vincenzo Cardarelli e Umberto Saba. Per il confronto scienza-filosofia, Rita Levi Montalcini accanto a Blaise Pascal.
Però, appena filtravano le prime indiscrezioni, la grande sorpresa, quella che ha fatto piombare decine di reazioni nelle redazioni dei giornali, è stata la questione femminile che, per essere assurta ad argomento d?esame, dà ormai per acquisita la consapevolezza collettiva che la grande conquista del secolo appena concluso, quella che veramente ha cambiato l?antropologia del quotidiano, è stata l?emancipazione delle donne. Due femministe storiche come Dacia Maraini e Ida Magli hanno espresso la loro soddisfazione. La neo-ministra per le Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo, in preda all?entusiasmo ha addirittura proposto di raccogliere tutti gli elaborati sull?argomento in una pubblicazione.
Anche il documento che proponeva «dubbi e paure dello scienziato» è uno spunto innovativo: basta con la retorica della scienza panacea del mondo. Più vero, più moderno, è lo scienziato che «tenta», senza deliri di onnipotenza.
Amnesty International ha diffuso una nota per esprimere il proprio apprezzamento per il tema che parlava dei diritti umani e dell?importanza di un tribunale internazionale, ma – carte alla mano – bisogna dire che questo era l?argomento più tradizionale: giustizia, pace e connessi sono apparsi nelle tracce della maturità, fin dai tempi di Misasi, e spesso sono servite solo a dare la stura alla retorica di chi era a corto di idee.
Apprezzata anche la proposta di analisi del testo su un brano di Pavese, scrittore per molti anni esposto alla polvere del dimenticatoio.
L?esame è stato sempre una esperienza «blindata»: nulla doveva trapelare sulle tracce, nessuna documentazione doveva essere portata in aula, nessun contatto con l?esterno doveva essere stabilito. Queste regole sono rimaste vigenti anche quest?anno, ma gli escamotage per aggirarle sono stati – anch?essi – del tutto nuovi. Il controllo non è stato più solo sui famigerati foglietti nascosti nelle tasche, ma anche sui telefonini, sui «palmari» e – soprattutto – su Internet che non solo ha diffuso il giorno prima voci e illazioni sulle tracce possibili ma, appena le scuole hanno aperto i battenti, ha immesso in rete i temi veri. Alcuni siti sono stati prontissimi, e si sono attirati le ire legaliste: il ministero della Pubblica Istruzione ha fatto sapere che il regolamento parla chiaro e dispone che prima di tre ore dall?inizio della sessione di esame, quei testi debbano restare riservati, e dunque si vedrà se sia il caso di passare alle carte bollate. Il Codacons, in vena di battaglie, ha rincarato: «Annullate la prova!».
Dimenticavamo un?ulteriore novità: una volta gli esaminandi si raccomandavano ai santi, ieri all?Istituto Galilei di Roma, molti portavano il «santino» di Totti, detto «er pupone». In bocca al lupo a tutti per la seconda prova.
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