26 Maggio 2001

Niente fogne, l?inferno in casa

Il contenzioso tra il costruttore e i proprietari di un terreno ha portato al blocco del collettore

Niente fogne, l?inferno in casa

Tivoli: trenta famiglie costrette a spurgare ogni giorno

Non possono usare i servizi, lavarsi nè cucinare. Da tre giorni trentadue famiglie, oltre cento persone, che abitano in due palazzine di via Casal Bellini 48 a Tivoli sono senza fogne. L`altro ieri, su ordinanza del giudice del tribunale, una ruspa ha trinciato di netto il collettore che serviva gli appartamenti all`insaputa dei proprietari costretti così a vivere in condizioni da terzo mondo: vittime di una battaglia giudiziaria tra il costruttore delle palazzine ed i proprietari di un terreno privato su cui è stata realizzata la conduttura.


Ora protestano e presidiano gli uffici del comune di Tivoli. Ma ieri è arrivata un`altra doccia fredda. In mattinata c`è stato un sopralluogo degli ispettori del dipartimento di prevenzione della Asl ed i due immobili sono stati dichiarati “inabitabili“ per motivi igienico-sanitari. Quindi il sindaco ha siglato un`ordinanza con la quale obbliga i proprietari degli appartamenti di effettuare uno spurgo quotidiano della condotta con costi che superano il milione di lire al giorno. Pena lo sgombero degli immobili. «Che vengano a portarci via con la forza- urla Maria- io non posso pagare»


«Oltre il danno la beffa – commenta Gianluca Pecilli- fino a ieri siamo stati tenuti all`oscuro di tutta la vicenda, compreso il fatto che da un giorno all`altro potevano escluderci dalle condutture. Siamo le vittime di una questione privata tra il costruttore ed il proprietario del terreno». «Continueremo a protestare- insiste Leonardo – non possiamo sopportare delle spese simili.
Abbiamo contattato il Codacons, qualcuno dovrà pur tutelare i nostri diritti».


La fogna in questione insiste su un terreno di proprietà privata e sembra che il costruttore del complesso, che nel frattempo ha venduto gli appartamenti ed ha ottenuto nel 92 una regolare concessione edilizia comunale l`abbia realizzata all`insaputa del legittimo proprietario. E così dopo nove anni di udienze e carte bollate tra il proprietario della Piemme Edilizia ed il possessore del fondo una disposizione del giudice emessa tre anni fa è diventata operativa con un`ordinanza siglata il 14 agosto dell`anno scorso, in cui si specifica «di reintegrare il pieno possesso del terreno ordinando nel contempo di disattivare il condotto fognario e di ripristinare lo stato dei luoghi». Giovedì mattina una ditta incaricata dal magistrato ed alla presenza dell`ufficiale giudiziario ha eseguito i lavori. Con una ruspa è stata trinciata di netto la fognatura, senza avvisare chi abita nelle due palazzine.
«Noi non c?entriamo nulla» si difende la signora Mirabella proprietaria del terreno su cui è stata realizzata la fogna “pirata“ « abbiamo solo fatto valere i nostri diritti. Umanamente mi dispiace, ma il costrutture della Piemme non ha mai cercato di arrivare ad un accordo sensato. Il collettore è stato realizzato nel `92 di nascosto e durante l`ultima udienza la parte avversa non si è neanche presentata. Non siamo noi di certo i responsabili».

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