17 Maggio 2001

Aule semivuote, sporcizia e proteste

Alla media «Virgilio» di via Giulia solo 4 alunni: «La circolare è arrivata tardi». Un esposto alla Corte dei conti



Aule semivuote, sporcizia e proteste


Fallito il rientro anticipato dopo il voto. L?Unicobas: «I risparmi gravano sempre sulla scuola»


Alla media Virgilio, in via Giulia, ieri mattina all?appello hanno risposto in tutta la scuola quattro alunni. Non così nella stessa elementare e materna, dove il tempo pieno ha permesso di avvisare sul filo di lana, venerdì scorso, i genitori del ritorno in classe con un giorno d?anticipo. «La circolare del provveditorato è arrivata quando tutti i ragazzi delle medie erano già andati a casa – racconta l?assistente amministrativa Cinzia Bongarzone – non abbiamo fatto in tempo ad avvisare». E gli alunni della Virgilio sono stati fortunati, perchè le aule erano pulite. Bucce di banana, immondizia, mozziconi di sigarette, resti di panini, cartacce hanno invece accolto i bambini della materna comunale Mazzini, 15 insegnanti e 250 allievi, nel quartiere Trieste. Le loro classi, dove le operazioni di scrutinio sono andate per le lunghe, non avevano visto nè scope nè detersivi. «Abbiamo trovato un porcile – ha detto una maestra – noi vogliamo lavorare in tranquillità, non vogliamo più che questo istituto sia adibito a seggio elettorale». Al liceo Visconti, in piazza del Collegio Romano, ieri mattina il portone era aperto: «Ma solo per pulire, sistemare e disinfettare – spiega il segretario Michelangelo Rocchi – l?avviso del provveditorato è arrivato venerdì scorso per posta elettronica alle 14: gli studenti non c?erano più». Proteste? «Da parte dei ragazzi mi sembra difficile – ironizza Michelangelo Rocchi – qualche genitore invece potrebbe risentirsi». Ancora qualche esempio. Alla Raffaele Lambruschini, in via Suor Celestina Donati, regolarmente aperta, alle elementari non c?era un alunno; otto bambini in tutto alla materna. E? andata meglio, invece, nel 62° circolo didattico, con le scuole Oberdan e Franceschi: un tam-tam fra i rappresentanti di classe, e tutti gli allievi in aula. Questa mattina per tutti i ragazzi si riaprono i portoni degli istituti. Ieri, invece, secondo i dati dell?Unicobas scuola, sono stati solo la metà. «Siamo alla follia – ha detto il segretario generale dell?Unicobas scuola Stefano D?Errico – per riaprire ed obbedire alla nota del provveditorato in molti casi non si è provveduto a fare le disinfestazioni necessarie per evitare che gli allievi venissero a contatto con microbi e sporcizia.
Come al solito i risparmi gravano sui cittadini, sulla scuola e sugli insegnanti. Questa non è la strada corretta». «Un giorno di scuola costa allo Stato decine di miliardi – protesta in una nota il Codacons – Tutte spese che ieri in molti casi sono state sostenute anche se le lezioni non si sono effettivamente svolte. Contro questa situazione di spreco abbiamo presentato un esposto alla Corte dei Conti».

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