Giungla delle bollette, denunce record
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fonte:
- Il Messaggero
Giungla delle bollette, denunce record
Mancanza di trasparenza, i casi limite. E in tanti ricorrono al Codacons
PERUGIA – La scadenza delle utenze arriva con inesorabile puntualità.
Non altrettanto può dirsi della chiarezza e della trasparenza in tema di tariffe, bollette e servizi per la clientela dei vari enti erogatori. E quando simili supporti esistono si scopre che utilizzarli non è proprio una passeggiata, soprattutto per le persone di una certa età. A cominciare dal servizio Eneltel per la comunicazione della lettura delle bollette. «È un servizio che gli anziani non riescono a utilizzare», denuncia Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria, «è un meccanismo troppo complicato e macchinoso, ci giungono segnalazioni in continuazione». E anche quando il servizio viene utilizzato correttamente, non mancano problemi di altro genere. «Nonostante la comunicazione della lettura – racconta R.N., utente perugino – mi sono visto addebitare ugualmente una quota di consumi forfettaria. Che senso ha istituire tale servizio, se poi non ci vengono addebitati i consumi effettivi?». L?utente, dopo aver chiamato il numero verde, si è sentito rispondere che la lettura è meglio comunicarla qualche giorno dopo la data indicata nella bolletta, altrimenti il computer inserisce automaticamente una quota presuntiva, in aggiunta ai consumi effettivi. «Ma in bolletta – continua l?utente – questo non viene specificato. “Finanziare“ in anticipo i consumi mi sembra un po? troppo».
A far discutere è la stessa impostazione della bolletta per la fornitura dell?energia elettrica. «Leggere una fattura Enel – assicura la Falcinelli – è un?impresa e spesso anche gli stessi addetti ai lavori fanno fatica a capirla. Come associazione di consumatori, lamentiamo ancora poca trasparenza». Se poi c?è bisogno di controlli o chiarimenti, quella del consumatore diventa una vera e propria avventura. «Le società che gestiscono le utenze – dicono al Codacons – si stanno lentamente trasformando in “entità mute“».
Nell?ottica di riorganizzazione subita da queste società, le persone e gli uffici, che erano preposti a dare informazioni o ad avere contatti con le associazioni di consumatori, sono stati spostati o soppressi. «L?Enel li ha sostituiti, mentre per Telecom non c?è più nessuno: quel servizio di tutela clienti è stato smantellato. Per noi del Codacons – Continua la Falcinelli – era un importante punto di riferimento per risolvere i problemi di consumatori e utenti. C?era proprio un ufficio ed era un contatto che funzionava. Ora invece per Telecom c?è solo il 187, per l?Enel siamo riusciti ad avere altri referenti, ma è difficile».
Tra le altre segnalazioni più frequenti, quelle riguardanti gli sbalzi di corrente che in alcune zone della regione hanno mandato in tilt diverse apparecchiature domestiche, soprattutto frigoriferi elettronici: «Ci sono stati segnalati disagi a Deruta, Orvieto e in alcune zone periferiche di Perugia – racconta Carla Falcinelli -, ma in questi casi avere ragione è veramente difficile. Per l?Enel, che ha anche un?assicurazione al riguardo, gli sbalzi di corrente non esistono». Per chi naviga in Internet, il nemico numero uno è invece rappresentato dalla bolletta telefonica, che il Codacons suggerisce di leggere sempre in maniera “molto critica“: «Mentre per contestazioni riguardanti il traffico normale si può mettere in moto la commissione di conciliazione, con Internet, nel caso di addebiti eccessivi, le persone incontrano alcuni problemi». Dopo aver segnalato una fattura di svariati milioni, una signora di Perugia, come segnalato al Codacons, ha invece deciso di agire direttamente contro la Telecom, tramite il suo avvocato. «Ma se si decide di adire subito le vie legali – precisa la Falcinelli – l?acesso alla commissione viene precluso».
Altra nota dolente, la sospensione delle utenze per interventi, controlli o manutenzioni.
Interruzioni che di solito vengono comunicate tramite carta stampata o con avvisi dislocati nel quartiere coinvolto. «L?informazione in questi casi è molto carente – riferiscono al Codacons -, la gente non può essere avvertita da un avviso affisso su un cassonetto o su un palo della luce. Vanno bene gli annunci sui giornali, ma bisogna anche considerare che non tutti li comprano. Per questo servirebbero sistemi meno “arretrati“, che garantiscano un?informazione maggiore, più chiara e puntuale».
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