Fiorentina bocciata, bistecca inglese ok
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fonte:
- la Repubblica
ROMA — La fiorentina “parlerà” inglese. O magari tedesco, se verrà da vitelloni austriaci, degli alpeggi della Carinzia di Haider. Piatto toscano, ma carne d’importazione. Oggi la Commissione Ue propone la definitiva messa al bando, a partire dal 31 marzo, della colonna vertebrale dei bovini con più di 12 mesi. Via l’osso della bistecca nobile, ma con deroghe per 5 paesi: Gran Bretagna, Portogallo, Austria, Finlandia e Svezia. Per l’Italia, tolleranza zero. «Dobbiamo rassegnarci, per ora. Troppi mangimi con farine animali sempre in circolazione. Non possiamo garantire la sicurezza necessaria», ammette il sottosegretario alla Sanità Ombretta Fumagalli Carulli. Austria, Finlandia e Svezia sono riconosciuti indenni dal morbo della Bse. Regno Unito e Portogallo, invece, hanno in vigore da anni regimi speciali di controllo e di eliminazione delle parti a rischio. Erano malati e si sono risanati, insomma. Tocca adesso al Comitato veterinario europeo approvare la proposta del commissario Byrne. E la partita sarà chiusa. Come l’hanno presa in Toscana? Con diplomazia, pare. «Ah sì? Niente deroga per l’Italia? Vorrà dire che andremo a comprare la carne in Austria, là dove è garantita. Le faremo con quei vitelli, le nostre fiorentine», commenta Paolo Soderi, presidente di Confcommercio Firenze e leader dei macellai della città. «La chianina non è l’unica razza… quel che conta, per una buona bistecca, è che la carne sia sana».
Fumagalli Carulli tuttavia non esclude che, «in futuro, si possa introdurre una denominazione doc della fiorentina, che consenta di tutelare le produzioni di qualità anche in Italia. Come pure stiamo ragionando di suggerire eccezioni per gli allevamenti biologici». Nel frattempo, rassegniamoci. La rimozione della colonna avverrà direttamente in macelleria. «Guardiamo alla Francia, che già la pratica», spiega il sottosegretario. «Una tecnica più agevole, che non rivoluziona il sistema di trasporto delle mezzene». La Ue mette al bando anche la carne raschiata meccanicamente e impone regole più severe nel trattamento termico dei grassi animali.
Continuano, intanto, le proteste di allevatori e Cobas del latte che hanno bloccato ieri, con una sessantina di trattori, l’autostrada Serenissima, vicino a Vicenza. Manifestazione di Coldiretti anche davanti a Montecitorio. Non si escludono trattori neppure davanti al Parlamento nei prossimi giorni. Presidio affollato, ma tranquillo, pure alla cascina di Pontevico, dove è stata trovata la mucca numero 103, l’unica malata di prione. L’abbattimento del resto della mandria è stato rinviato dalla Asl, in attesa di conoscere la decisione del Tar. E si fa sempre più concreta l’ipotesi di distruzioni selettive degli animali a rischio. Domani, infatti, verrà discussa una proposta dell’Istituto Superiore di Sanità e sindacati dei veterinari. Test obbligatori per tutte le vacche oltre i 30 mesi. Anche per quelle che gli allevatori decidono di far incenerire in cambio di un contributo italiano ed europeo, come consente un regolamento Ue, recepito dal decreto Bindi. Oggi, infatti, per evitare di scoprire l’infezione nella propria mandria, tanti preferiscono non sottoporre agli esami i bovini “a fine carriera”. «Ma così — critica il veterinario veneto Carlo Rossi — c’è pericolo che il morbo non venga debellato». Secondo una stima epidemiologica della Sanità, in Italia attualmente potrebbero essere tra 50 e 70 le vacche contagiate. Fumagalli Carulli concorda sull’opportunità del test obbligatorio. E oggi pomeriggio, Consiglio dei ministri straordinario per stanziare 290 miliardi di aiuti agli allevatori e alleggerimenti fiscali. Il Codacons lancia l’allarme omogeneizzati: esaminando le indicazioni riportate sulle etichette di 5 marche più diffuse, 4 di loro non riportano l’autorizzazione della Sanità, prescritta per legge. Il ministero precisa: regole sui contenuti fin dal 1997.
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