13 Marzo 2001

Il Tribunale ha disposto di rimandarlo per un vizio di forma

Radio Vaticana, processo con beffa: tutto rinviato Disposta una nuova citazione a giudizio. Esposto dei cittadini per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose

RIMANDATO a settembre il processo a Radio Vaticana. La decisione è stata presa ieri mattina dal giudice Andrea Calabria che ha reputato «non valida l’elezione di domicilio» dei tre imputati. In altre parole le notifiche inviate dal pubblico ministero, Gianfranco Amendola, ai tre responsabili di Radio Vaticana possiedono un vizio di forma in quanto sono state recapitate ad un indirizzo che non era stato espressamente confermato nelle carte del dibattimento. Il giudice Calabria ha quindi disposto che vengano effettuate nuove citazioni in giudizio per «getto pericoloso di cose», questa volta però recapitate all’indirizzo corretto. È stata già stabilita la data della prossima udienza che è indicativamente fissata al 25 settembre. L’udienza di ieri mattina si è svolta presso l’aula 1 del Tribunale di piazzale Clodio di fronte ad un centinaio di persone, molte delle quali residenti nella zona nord di Roma, quella a ridosso delle antenne.

Non erano presenti i tre imputati, rappresentati però dagli avvocati Melandri e Pacelli. Al termine del dibattimento le associazioni ambientaliste e dei consumatori hanno presentato anche una denuncia per favoreggiamento nei confronti delle persone che hanno materialmente rifiutato le vecchie notifiche. «L’imputato senza dubbio deve avere effettiva conoscenza della data del processo – afferma Francesca Romana Fragale, avvocato della Vas – da parte della Procura sono stati già inviati ben tre atti di avviso. Insomma sarebbe stata sufficiente la presenza dei tre imputati per rendere valide le notifiche. L’atteggiamento dei responsabili di Radio Vaticana mi sembra alquanto pretestuoso. In questo modo si hanno altri sei mesi di tempo per individuare nuovi argomenti di difesa». Più dura la reazione del Codacons che risponde con le parole del suo presidente, l’avvocato Carlo Rienzi. «Il Vaticano fa il gioco delle tre carte – ha dichiarato – ed è una cosa vergognosa. Le persone che hanno materialmente preso le notifiche non potevano leggere le carte ma semplicemente portarle ai tre responsabili. In questo caso c’è stato un abuso da parte dello Stato del Vaticano e per questo motivo abbiamo fatto una denuncia per favoreggiamento. Altrimenti sarebbe sufficiente un funzionario che non riceve una notifica per rimandare un intero processo». «Implicitamente – conclude la Fragale – il giudice ha negato la possibilità che gli imputati possano trincerarsi dietro l’immunità. Al punto che la Procura di Roma procederà alle notifiche come se si trattasse di imputati all’estero quindi secondo la procedura ordinaria». Inoltre, come anticipato ieri da «Il Tempo», il coordinamento dei comitati di Roma nord ha chiesto alla Procura, con un esposto-denuncia, di verificare se nell’ambito dell’inquinamento elettromagnetico di Radio Vaticana possa configurarsi il reato di omicidio colposo. L’emittente, da parte sua, ripete di ritenere le accuse «ingiuste e infondate».

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