2 Marzo 2001

CICCIANO. ALLARME INQUINAMENTO

CICCIANO. ALLARME INQUINAMENTO
Elettrosmog, Codacons in campo
Due antenne sistemate a distanza di poche centinaia di metri

Allarme elettrosmog: a Cicciano interviene il Codacons Campania. Sotto i riflettori, la collocazione, a poche centinaia di metri l’una dall’altra, di due ripetitori per la telefonia mobile. Le antenne svetterebbero su quelli che a Cicciano chiamano i grattacieli, edifici di cinque o sei piani costruiti anni fa in via Marconi, una delle strade a più alta densità abitativa del centro del nolano. E proprio la distanza ravvicinata dei due impianti sarebbe alla base della richiesta che il Codacons ha inviato all’amministrazione comunale di Cicciano per conoscere il numero esatto dei ripetitori installati e di quelli da installare sul territorio. Una richiesta alla quale ha fatto da eco anche quella fatta partire dal capogruppo dell’Ulivo,(schieramento di opposizione consiliare), Giovannni Alfano al sindaco Rosario Castoria di una mappa precisa e dettagliata delle antenne presenti a Cicciano. Non è da escludere che la questione possa essere materia di discussione di una delle prossime assemblee cittadine. I rappresentanti delle minoranze hanno infatti già chiesto formalmente che venga inserita nei punti all’ordine del giorno in uno dei prossimi consigli comunali. Attualmente risulta, infatti, che in lista d’attesa ci sono già altre società di telefonia. La preoccupazione è che l’elevata concentrazione di ripetitori possa infrangere i parametri di sicurezza previsti dalla legge.
È degli ultimi giorni anche una diffida del sindaco Rosario Castoria proprio al gestore di una delle due antenne di Via Marconi che a distanza di tre anni non sarebbe ancora provvista dell’autorizzazione dell’Asl. L’obiettivo, sia del Codacons che delle forze politiche attualmente impegnate nella battaglia alle antenne, è verificare il rispetto dei limiti di esposizione della popolazione. «Nonostante a Cicciano si riscontri la forte presenza di ripetitori- spiega Giovanni Alfano – non risulta che ci sia un regolamento che detti norme, ad esempio, per la distanza che questi dovrebbero avere da edifici pubblici come scuole ed ambulatori».
Comune a quella degli altri comuni dove da anni si da battaglia alle antenne selvagge,la preoccupazione dei seri danni che le onde elettromagnetiche potrebbero arrecare alla salute dei cittadini. Nonostante il nesso di causalità non sia stato stabilito con certezza dalla ricerca medica, il timore di un aumento delle neoplasie è comunque molto forte.«A minare la nostra salute – dicono oggi in molti – non ci sono solo le discariche. Il problema in ogni caso è piuttosto generalizzato e non si presta ad una facile soluzione per una contraddizione di fondo difficilmente eliminabile: da un lato l’allarme e dall’altro l’utenza sempre in rapida crescita che impone una copertura maggiore del territorio».

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