14 Gennaio 2007

LIBERALIZZAZIONI: CONCORRENZA, ECCO TUTTI I SETTORI A RISCHIO!!

L?ITALIA SUBISCE FORTI RIALZI DI PREZZI E TARIFFE.
IL GOVERNO INTERVENGA SUBITO IL CODACONS PROPONE UN UFFICIO DI COORDINAMENTO TRA I VARI MINISTERI

Un lungo elenco di situazioni e settori caratterizzati da carenza di
concorrenza tra operatori, finito sul tavolo dell?Antitrust, attraverso
un esposto presentato dal Codacons.
Mancanza di concorrenza che si
traduce in un maggior esborso per le famiglie a causa delle
ripercussioni su prezzi, tariffe e bollette varie. ?Nonostante il
recente Decreto Bersani sulle liberalizzazioni ? spiega Carlo Rienzi,
Presidente Codacons – da diverse settimane è in atto un diffuso,
arbitrario ed illecito tentativo di aggirare le norme ormai imperative
contenute nella legge, con il malcelato obiettivo di mantenere le
odiose posizioni di rendita degli ordini professionali e le
concentrazioni dei servizi nelle mani dei (pochi) poteri forti. Per
questo proponiamo al Governo l?istituzione di un ufficio di
coordinamento tra i vari ministeri, finalizzato ad avviare iniziative a
favore della concorrenza. Ufficio alla cui guida vedremmo bene la
giornalista Milena Gabanelli di Report?.


Ecco nel dettaglio lo studio sulla concorrenza realizzato dal Codacons
e presentato all?Antitrust.


  • Farmacie

    Il decreto Bersani consente di vendere nei supermercati prodotti
    parafarmaceutici, farmaci da banco e da automedicazione. Tuttavia
    numerose segnalazioni provenienti dagli esercenti l?attività di vendita
    di prodotti farmaceutici e parafarmaceutici evidenziano il tentativo
    evidente, da parte delle aziende farmaceutiche, di impedire la
    realizzazione degli effetti perseguiti dalla recente legge Bersani.

    Diversi distributori intermedi, infatti, attraverso giustificazioni
    “fantasiose“ ed attestazioni di fedeltà al canale farmacia stanno
    negando o rinviando la fornitura di farmaci.


  • Assicurazioni

    Il Decreto Bersani in materia sopprime l`esclusiva dell`agente di
    assicurazioni (che diventa plurimandatario) e consente al consumatore
    di scegliere fra varie proposte di diverse compagnie e intermediari. Le
    Assicurazioni hanno fortemente criticato il decreto, mancando di
    considerare la sempre promessa ma mai effettuata diminuzione delle
    tariffe, nonostante una diminuita sinistrosità anche per effetto di
    significativi provvedimenti legislativi, quali il nuovo sistema di
    patente a punti e l?obbligo del casco sulle 2 ruote. Negli ultimi 2
    anni si è abbattuta una vera stangata sulle tasche degli automobilisti,
    con i costi dell?assicurazione ?Responsabilità civile? che hanno subito
    aumenti record fino al 59%.

    Il problema della mancanza di concorrenza tra le assicurazioni auto in
    Italia è dovuto anche all?assenza della figura del broker, colui, cioè,
    che propone al cliente i vari prodotti tra cui è possibile scegliere,
    spezzando la figura dell?agente monomandatario.

    Teoricamente il Decreto Bersani va proprio in tale direzione anche se
    è indispensabile approfondire la reale adesione delle Compagnie
    assicurative alle nuove regole di concorrenza.


  • Banche

    Dove il Decreto Bersani prevede il diritto dei correntisti a chiudere
    il conto senza spese di chiusura o l`applicazione di penalità, l`Abi
    ?suggerisce? che alcune tipologie come le spese per il trasferimento
    titoli non debbano considerarsi spese di chiusura. Al fine di
    individuare dove si annida un deficit di concorrenza nel sistema
    bancario italiano occorre l?analisi di quegli aspetti di organizzazione
    del settore che, influenzando le interrelazioni tra le banche,
    favoriscono comportamenti collusivi o l?offerta di prodotti bancari
    assai scadenti e a redditività zero, come le diffusissime unit-linked.


  • Telefonia

    In Italia il prezzo di terminazione (cioè l?introito dell?operatore
    fisso sulle chiamate fisso-mobile) praticato dagli operatori
    alternativi è più alto di quello applicabile da Telecom Italia: 1,54
    euro cent al minuto contro 0,41 euro cent al minuto. Tale divario tra
    operatori alternativi e monopolista è il più alto d?Europa. Oggi l?
    utente si vede sostanzialmente preclusa la strada verso operatori
    alternativi, diversi da Telecom, con conseguenti aggravi di costi e di
    efficienza per i consumatori, così da rendere necessario un costante
    monitoraggio delle tariffe, con l?obiettivo di una progressiva
    diminuzione.



  • Trasporto aereo (Roma-Milano)

    Chiunque desideri viaggiare in aereo, per lavoro o per motivi
    personali, tra Milano Linate e Roma, troverà solo l?offerta di 2
    compagnie aeree: Alitalia ed AirOne. Avrà un?ampia scelta di voli, in
    qualsiasi ora ma, molto probabilmente, una scarsissima offerta di
    tariffe promozionali; i prezzi saranno mediamente simili a quelli di un
    volo intercontinentale della durata di oltre 8 ore.

    Appare evidente come un miglioramento delle condizioni di concorrenza
    nel più importante collegamento di trasporto aereo europeo potrebbe
    certamente contribuire, senza sacrifici per i cittadini e per le
    imprese, a favorire la ripresa economica del Paese.


  • Ortofrutta

    La frutta e la verdura si allontanano sempre di più dalle nostre
    tavole. I prezzi troppo alti e l?etichetta d?origine poco chiara sono
    alcuni dei motivi dell?inarrestabile crollo. Non secondario, poi, il
    problema dell?invasione (soprattutto dalla Spagna) di prodotti
    stranieri, davanti ai quali gli italiani mostrano molta diffidenza. Ad
    incidere pesantemente sul prezzo di frutta e verdura sono le fasi del
    percorso della filiera (ingrosso, dettaglio), con i ?gonfiati? costi di
    trasporto, logistici, degli imballaggi e i relativi ricavi dei vari
    operatori. Sono elementi che confermano tutte le inefficienze e i
    comportamenti speculativi che si registrano nella filiera che, nel caso
    specifico dell?ortofrutta, è sempre più lunga e complicata. Altri due
    elementi che hanno pesato sul calo dei consumi di ortofrutta sono la
    poca chiarezza dell?origine del prodotto e il fatto che la pur
    legittima concorrenza degli altri Paesi ha aumentato le importazioni,
    senza che le esportazioni compensassero a sufficienza l?import dei
    prodotti dall?estero.


  • Libri di testo

    Secondo alcune stime, la spesa media annua dei libri di testo (a
    studente) oscilla tra i 290 e i 700? a seconda dell?indirizzo di
    studio. Una cifra pressoché esorbitante per le famiglie italiane.

    Inoltre la differenziazione eccessiva dei testi scolastici, che
    consente di adottare testi diversi anche per classi parallele dello
    stesso corso, favorisce gli aumenti, spesso consentendo un eccessiva
    confidenzialità tra docenti ed agenti librari, anche in senso
    anticoncorrenziale.


  • Affitti

    Uno studio diffuso dal Sole 24 Ore (maggio 2006) dimostra come negli
    ultimi 12 anni in Italia il livello degli affitti sia cresciuto
    enormemente, portando il paese ai vertici europei del caro-affitto.
    Tra
    i gravi rischi nel settore, c?è quello di favorire tendenze speculative
    nel mercato immobiliare, già verificatesi in passato, mentre i problemi
    più gravi restano irrisolti: il ?ricatto? all?inquilino della ?finita
    locazione?, le richieste di anticipi per la durata del contratto, i
    contratti capestro (comodato, uso foresterie, ecc.).


  • Avvocati

    In materia di professioni il Decreto Bersani introduce, tra le novità
    di maggiore rilievo, l?abolizione delle tariffe minime e del divieto
    ?anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le
    specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio
    offerto, ecc. Assai discutibile appare la forte resistenza del
    Consiglio nazionale Forense, organismo di rappresentanza istituzionale
    dell?avvocatura. In particolare la circolare n°22 C 2006 del Consiglio
    Nazionale Forense assume toni velatamente intimidatori. In primo luogo
    viene sottolineato, con enfasi inusuale, che le modifiche introdotte
    dalla ?Bersani? ?non si produrranno sul codice deontologico se non a
    decorrere dal 1 gennaio 2007? e che ??gli accordi tra il professionista
    e il cliente sono validi e producono effetti ai fini civilistici, ma
    dal punto di vista deontologico sono assoggettati al codice forense
    vigente fino al 1 gennaio 2007?. Con la conseguenza che uno stesso
    comportamento – consentito dalla ?Bersani?- è tuttavia sanzionabile in
    via disciplinare, sembra ?avvertire? l?intera categoria di avvocati
    (composta da circa 130.000 professionisti) sotto l?incombenza di
    sanzioni disciplinari.
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