17 Settembre 2005

POSTE: 3203 RACCOMANDATI E 20 ALTI DIRIGENTI DELLE POSTE FINISCONO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

ABUSO DI ATTI DI UFFICIO L`IPOTESI CHE IL CODACONS AVANZA ALLA MAGISTRATURA PER LE RACCOMANDAZIONI SVELATE DA UN SETTIMANALE CHIESTO IL SEQUESTRO DEL FILE “CASI IN EVIDENZA DELICATA“ E TUTTI I FASCICOLI PERSONALI DEI SOGGETTI SEGNALATI

CHIESTO ANCHE AL CDA DELL`ENTE POSTE DI SOSPENDERE DAL LAVORO TUTTI I FUNZIONARI CHE SI SONO PRESTATI A RACCOMANDARE I SOGGETTI DA ASSUMERE










Un esposto alla Procura della Repubblica di Roma del CODACONS mira a chiarire se nelle migliaia di raccomandazioni che, da un file delle Poste rivelato dal settimanale L`Espresso, siano ravvisabili ipotesi di reato alla luce dell`art. 323 del codice penale, abuso di atti di ufficio. Sono migliaia i casi di segnalazioni di potenti alle Poste per assunzioni ed altri favori e nell`esposto si chiede di sequestrare il file integrale e tutti i fascicoli personali dei soggetti presunti raccomandati.

Intanto il CODACONS ha chiesto al CdA dell`ente Poste di sospendere cautelarmente dal servizio tutti i funzionari che sono implicati nella vicenda. Infatti, il DPCM del 2000 contenente il codice deontologico dei pubblici funzionari così recita:


?Art. 8.

Imparzialita`


1. Il dipendente, nell`adempimento della prestazione lavorativa, assicura la parita` di trattamento tra i cittadini che vengono in contatto con l`amministrazione da cui dipende. A tal fine, egli non rifiuta ne` accorda ad alcuno prestazioni che siano normalmente accordate o rifiutate ad altri.


2. Il dipendente si attiene a corrette modalita` di svolgimento dell`attivita` amministrativa di sua competenza, respingendo in particolare ogni illegittima pressione, ancorche` esercitata dai suoi superiori.“

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