BOMBARDATO HOTEL PALESTINE, EVENTO PREANNUNCIATO E PREVEDIBILE
DENUNCIA ALLA PROCURA DI ROMA PER CONCORSO IN OMICIDIO COLPOSO A CARICO DEI DIRETTORI ED EDITORI DEI GIORNALISTI UCCISI
Sportello EUROPA
MONDO
Il bombardamento all?hotel Palestine di Bagdad avvenuto oggi era un evento preannunciato e prevedibile, sostiene il Codacons. Già in data 22 marzo l?associazione aveva rivolto un invito al Presidente Rai Lucia Annunziata, affinchè garantisse la sicurezza degli inviati in zona di guerra, e proprio ieri il Codacons aveva chiesto il rientro dei giornalisti italiani, visto l?inasprirsi del conflitto e i troppi rischi per l?incolumità degli inviati delle testate nazionali.
Appello che il Codacons rinnova quest?oggi, chiedendo ai direttori di testate ed editori di ordinare il rientro immediato in Italia dei giornalisti presenti a Bagdad, visto che oramai nessun punto della città può considerasi sicuro, come dimostra il bombardamento all?hotel, che ha provocato due vittime, e visto che comunque l?informazione sarebbe garantita dai giornalisti americani, inglesi e dalle tv arabe presenti sul luogo, a cui tutti gli altri cronisti si rifanno nei loro servizi.
E in tal senso parte oggi un esposto del Codacons alla Procura della Repubblica di Roma, in cui si chiede di verificare le responsabilità degli editori e direttori di testata per cui lavoravano i due giornalisti morti all?hotel Palestine, e se siano o meno ravvisabili a loro carico gli estremi di concorso in omicidio colposo.
Alla Procura inoltre l?associazione chiede di intervenire per tutelare i cronisti italiani presenti a Bagdad, arrivando anche ad ordinare il trasferimento degli stessi in luoghi più sicuri.
?E? assurda la ricerca che tv e tg stanno facendo in queste ore per individuare tra le forze in guerra i responsabili dei due morti all?hotel dei giornalisti? ? afferma il Presidente del Codacons, avv. Carlo Rienzi. ?Quando in una città vi sono delle forze in guerra e il giornalista che vi lavora lo sa ed è stato avvertito del pericolo a cui va incontro, questo è responsabile, ma lo è ancor di più chi, come editori e direttori di testata, pur avendo il potere di evitare rischi per i propri dipendenti ed eventi delittuosi che non onorano il mestiere del giornalista, non fa nulla.?
?Non è accettabile? ? conclude l?Avv. Rienzi ? ?mettere a repentaglio la vita umana in una folle rincorsa all?audience e allo scoop migliore, e ci meravigliamo che i sindacati di categoria non siano ancora intervenuti in tal senso.?
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