POSTE: IL CODACONS DENUNCIA I FATTI ACCERTATI DALL`ANTITRUST ALLA PROCURA
Come un fulmine a ciel sereno è arrivata ieri la notizia che l?Antitrust ha inflitto alle Poste Italiane una multa di 7,5 milioni di euro per aver abusato della propria posizione dominante, in violazione delle norme comunitarie, nel trattamento della posta frontaliera in entrata in Italia.
L´Antitrust ha contestato inoltre alla società di aver trattenuto, in numerosi casi, per oltre un anno presso i propri uffici di scambio internazionali la corrispondenza, senza procedere ad un tempestivo recapito. Ma la cosa più grave è che, secondo l?Autorità, «talvolta ha proceduto all?apertura della corrispondenza intercettata, arrivando anche a disporne in alcuni casi la distruzione materiale senza avvisare il mittente».
Tutto ciò, sostiene il CODACONS, viola palesemente l?art. 619 del codice penale che afferma: ?Chiunque prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa, a lui non diretta, ovvero sottrae o distrae al fine di prenderne o di farne da altri prendere cognizione, una corrispondenza chiusa o aperta, a lui non diretta, ovvero, in tutto o in parte, la distrugge o sopprime, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire sesantamila a un milione?.
A questo punto la situazione per le Poste Italiane peggiora ancora. Il CODACONS, infatti, oltre a denunciare i fatti accertati dall?Antitrust alla Procura della Repubblica di Roma, invita i consumatori la cui corrispondenza sia stata soppressa, violata o ritardata, a fare causa dinanzi al Giudice di pace, per ottenere un equo risarcimento danni.
L?associazione mette a disposizione i propri legali al numero telefonico 06/3725809 (dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 18:30), per chiunque volesse informazioni e per avviare le prime cause di risarcimento.
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