24 Aprile 2002

CARO CD: I VERI “PIRATI“ SI RIUNICONO IN UN CONVEGNO…

IL CODACONS TORNA ALL?ATTACCO SUL PREZZO DEI CD E CRITICA DURAMENTE MOGOL CHE PROPONE UNA TAGLIA ASSURDA E INCIVILE SUI CONTRAFFATTORI ESCLUSE DALL?INCONTRO LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI CHE NON SONO STATE FATTE SALIRE SUL VASCELLO DEI “PIRATI“

PAROLE, PAROLE, PAROLE, MA NESSUNA EFFICACE PROPOSTA CONTRO IL CARO CD








?Erano tutti al convegno organizzato dalla Siae i veri ?pirati? della discografia italiana!?

Con questa affermazione il Codacons torna all?attacco contro l?inquietante fenomeno del caro cd e critica fortemente il convegno organizzato dalla Siae per discutere della pirateria e dell?industria discografica. ?Nell?incontro, tutti a piangere per un mercato oramai in grave crisi, ma nessuno disposto ad ammettere le vere cause di tale crisi, ossia i prezzi troppo alti dei dischi?, continua l?associazione.

In particolare il Codacons ritiene scellerata, incivile, e assurda la proposta di Mogol, emersa al convegno della Siae, di istituire una taglia sui contraffattori di dischi. Mogol non capisce, o fa finta di non capire, sostiene il Codacons, che l?origine della crisi del disco è da attribuire esclusivamente ad una politica suicida delle case discografiche che, invece di ridurre i prezzi dei cd per aumentare le vendite, fanno esattamente il contrario, ossia: meno vendono e più alzano i prezzi! La pirateria, quindi, è solo la diretta conseguenza di questa folle politica delle case discografiche.

I consumatori, inoltre, si oppongono alla proposta di ridurre l?Iva sui cd, non ritenendo questa la soluzione al problema. La riduzione dell?Iva, infatti, finirà solo per aggiungere altri problemi ai consumatori: su chi ricadrà lo sgravio? Ma logicamente sulla collettività, uscendo dalla porta e rientrando da chissà quale altra finestra!
Dal vascello dei ?pirati? (ossia l?incontro di ieri) sono state ? giustamente ? tenute fuori le associazioni di consumatori, che così non sono state coinvolte nel preoccupante delirio che ha coinvolto i partecipanti al convegno, delirio che ha portato addirittura qualcuno ad equiparare la protesta per i pezzi falsi degli aerei a quella per i cd falsi!

Appare ovvio che nessuna decisione potrà essere presa senza il consenso dei consumatori che, come ricordiamo, sono coloro che alla fine decidono se acquistare o meno un cd, vero o falso che sia. Eppure basterebbe davvero poco per risolvere la crisi, e cioè un gesto di umiltà da parte delle major discografiche: sarebbe sufficiente una riduzione del prezzo sui dischi, che oramai sfiorano i 22 euro, cifra che, giustamente, i consumatori non sono più disposti a spendere.

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