ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI CONTRO I TROPPI MEZZI BUSTI E CONTRO “MI MANDA RAI3“
Proseguono le lamentele di utenti della TV al telefono dell? Osservatorio sulla qualità dei programmi TV. Due le segnalazioni più frequenti in questa settimana: una sullo spreco di corrispondenti RAI da paesi e città teatro delle vicende di guerra. Ecco l?elenco: a New York Giulio Borrelli, Claudio Angelini, Sandro Petrone, Mariolina Sattanino, Flavio Fusi e Carlo De Blasio; a Islamabad Tiziana Ferrario e Giovanna Batteri; a Peshawar Franco di Mare. Gli utenti si chiedono come mai questo spreco e quanto costi e perché non si possa utilizzare un solo corrispondente per le tre reti RAI visto che poi finiscono per dire e raccontare le stesse cose. Ad esempio ieri sera nella corrispondenza da New York Giulio Borrelli del Tg1 ha parlato delle dichiarazioni di Bush e degli aiuti umanitari, tema trattato, sempre da New York anche da Claudio Angelini del Tg2. Da Islamabad Tiziana Ferrario del Tg1 ha parlato delle ribellioni interne degli afghani e la stessa cosa ha fatto Giovanna Batteri del Tg3, sempre dalla città di Islamabad.
Intanto moltissimi utenti hanno lamentato la noia e inutilità della puntata di mercoledì sera di ?Mi manda Raitre?. Per un?ora è stata trattata una vicenda di una scuola superiore britannica che interessava al massimo un centinaio di persone in tutto il paese e alla quale è stata dedicata un?ora o giù di lì: il CODACONS , che da mesi evita di parlare di ?Mi manda Raitre? per correttezza, avendo in corso una vertenza contro la trasmissione dinanzi all?Autorità delle TLC per discriminazione vietata dalla legge 281/98, questa volta non ha potuto rifiutarsi di recepire le lamentele dei telespettatori pervenute alla segreteria telefonica dell?osservatorio e renderle note. Mercoledì sera la utilissima (per lo più) trasmissione per i consumatori ha trattato per un?ora intera la questione del titolo di ?laurea? britannica rilasciato da una scuola superiore privata italiana. Il conduttore Marrazzo, ignaro della decennale polemica tra i gestori di scuole private e lo Stato che ha sempre recepito in ritardo le direttive europee in materia, costringendo migliaia di laureati stranieri a fare ricorsi al TAR per ottenere il riconoscimento della laurea conseguita nel loro paese, si è trincerato dietro la presenza di una funzionaria ministeriale e dietro la sua intoccabilità ?finché lo Stato, rappresentato da questa funzionaria è in questa sala nessuno può contestare quel che lei dice?lei e solo lei è la legge!. Un atteggiamento diseducativo ed errato visto che milioni di italiani lottano tutti i giorni contro la lentezza del nostro ordinamento che recepisce le direttive europee anche con dieci anni di ritardo (compresa quella sulla tutela dei consumatori) e che avrebbe richiesto almeno un maggiore approfondimento giuridico sui temi trattati. Invece, la perentorietà del riferimento continuo ed ossessivo, quasi sacrale alla ?legge?, anche se sbagliata in ipotesi, ha finito per far apparire come vittime anche i gestori di quell?istituto usi a pratiche commerciali e pubblicità scorrette. Un serio problema di pubblicità ingannevole, come ha correttamente messo in risalto Elio Lannutti di ADUSBEF, si è trasformato in un problema, trattato con assoluta superficialità e in ingiusto e incomprensibilmente pervicace attacco alla scuola, di validità dei titoli di studio stranieri nel nostro paese, problema che travalica e di molto la prassi di quella scuola e investe , questo sì, centinaia di migliaia di studenti stranieri laureati e di professionisti e aspiranti docenti trasferitisi per lavoro nel nostro paese. Il CODACONS si chiede quanto è costata un?ora di quella trasmissione? E quante ?decine? di persone ha interessato? E infine: chi è che sceglie i temi da trattare in video e fornisce la doverosa consulenza giuridica agli autori?
Il Codacons presenta quindi un esposto alla Corte dei Conti affinchè accerti che il denaro pubblico venga utilizzato in maniera corretta.
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