La sentenza del giudice di pace apre a ulteriori contestazioni.
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fonte:
- Il Mattino
Dopo la sentenza del Giudice di Pace di Salerno che ha annullato una multa ad un automobilista che aveva parcheggiato la propria auto nelle strisce blu, le associazioni dei consumatori affilano le armi. Svariati ricorsi sono già stati presentati, e non è da escludere, garantisce l’avvocato del Codacons Matteo Marchetti, che già nei prossimi giorni possano esserci analoghe pronunce favorevoli. Il giudice di pace Veronica La Mura, recependo una sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, ha stabilito che in ogni zona debba esistere una proporzionalità tra le aree a pagamento (e quindi con strisce blu) e le aree a sosta gratuita. Un principio richiamato anche dal Codice della Strada, ma che nelle zone centrali di Salerno non trova applicazione. La sentenza della Cassazione in verità non brilla per chiarezza: non specifica numericamente questa proporzionalità (anche se il Codice della Strada richiama un decreto ministeriale, il 1444 del 1968, che impone per la sosta gratuita 2,5 metri quadrati per ciascun abitante residente) né tanto meno spiega come delimitare la zona entro cui computare aree di sosta gratuite e a pagamento per verificarne la proporzionalità. Di certo però a Salerno dal fiume Irno fino a via Benedetto Croce, e salendo fino al rione Carmine, comunque venga considerata e computata la proporzionalità, di aree a sosta gratuita ne esistono davvero poche. Anzi, più che altro si tratta di singoli posti auto, mentre quasi ovunque la sosta è a pagamento. In quest’area della city esistono svariate tipologie di "strisce blu": ci sono i parcheggi a rotazione dove la sosta costa in linea di massima un euro per ogni ora (in piazza Casalbore, piazza Sant’Agostino, via Vinciprova, Piazza Vittorio Veneto, Corso Garibaldi, via Piave, piazza Cavour, Piazza Amendola, via Ligea, via Orofino): in totale 505 posti auto a pagamento. Nei parcheggi automatizzati di piazza e sottopiazza della Concordia, piazza Mazzini, via Vinciprova e via Alvarez si spende qualcosina in meno, ma comunque si tratta di ulteriori 1490 posti auto a pagamento. Idem per le nove zone "di particolare rilevanza urbanistica" riservate ai residenti (quelle contraddistinte da nove differenti colori, ma tutte con strisce rigorosamente blu), dove la sosta è consentita gratuitamente solo ai residenti mentre per gli altri occorre il grattino da un euro l’ora. In queste nove zone nessuno s’è mai preso la briga di contare i posti auto: ci certo però si tratta di almeno altri 2000 posti a pagamento. In totale, insomma, i posti con strisce blu in centro sono non meno di 4.000. Di fronte a queste cifre, qualunque sia la proporzione e comunque la si voglia computare, è difficile immaginare un riequilibrio. "Anche perché – spiega l’avvocato del Codacons Marchetti – imponendo la sentenza della Cassazione la contiguità tra le due tipologie di sosta, a pagamento e gratuita, dobbiamo ragionevolmente ritenere che quest’ultima debba esistere nel raggio di 100, 150 metri dai parcheggi a pagamento. Non può certo trovarsi a chilometri di distanza". Via Ligea insomma, che qualcuno avrebbe voluto inserire nel computo perché a sosta gratuita, non fa testo perché "fuori mano". Un riequilibrio allo stato non è agevolmente immaginabile: se in prospettiva possono venire in soccorso i nuovi posti auto che saranno realizzati con il Piano Parcheggi, allo stato l’unica soluzione sarebbe quella di ridurre le "strisce blu". Un’ipotesi che tuttavia in Comune non sembrano intenzionati ad adottare, almeno per ora. La tesi rimane quella che "nelle aree di particolare rilevanza urbanistica" la proporzionalità può non sussistere: certo però il fatto che il ricorso capofila sia stato accolto proprio per una multa elevata sul Corso Garibaldi (che nel piano parcheggi è qualificata come tale), è una bella gatta da pelare.
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