14 Aprile 1998

AUDIZIONE DEL CODACONS ALLA COMMISSIONE AMBIENTE:CONTRASTATO DECRETO DEL GOVERNO SUI LIMITI DELL’INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO.

AUDIZIONE DEL CODACONS ALLA COMMISSIONE AMBIENTE:CONTRASTATO DECRETO DEL GOVERNO SUI LIMITI DELL’INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO.

QUATTRO ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE VERSO UN UNICO FRONTE:LA TUTELA DALL’ELTRROSMOG

Le associazioni ambientaliste che da anni si battono contro l’elettrosmog (l’inquinamento elettromagnetico dovuto a elettrodotti, stazioni radio-tv e radiotelefoniche, telefoni cellulari, ecc.) hanno diffuso un documento comune che impegna il Governo ad adottare il decreto che fissa i tetti di radiofrequenza (che doveva essere emanato entro il 29/9/97 come previsto dalla legge istitutiva dall’autorità per le telecomunicazioni).
E’ così che WWF, Conacem, Samba e Codacons hanno sottoscritto insieme (Legambiente non ha aderito dimostrando ancora una volta di non essere più in sintonia con la maggioranza degli ambientalisti) un documento che, in sostanza, dice al Governo di attenersi al testo di decreto predisposto dalla commissione di esperti costituita con decreto dei Ministri di ambiente e sanità il 2/6/97 licenziato il 13 febbraio 1998; il testo che sembra sia stato poi "manipolato" dai politici – gli stessi ministri di ambiente e sanità e i sottosegretari delegati- prima di essere sottoposto alla Conferenza Stato-Regioni.
Si è arrivati addirittura a duplicare la bozza uscita dalla commissione di esperti, che conteneva il valore indice di qualità del campo elettrico di 3 volt/metro, sostituendola in pari data con una bozza che non conteneva più tale valore.
Le associazioni ambientaliste, unitamente, HANNO DETTO BASTA! Ai trucchi dei lotti dei ministeriali, intimando al Governo di emanare subito il decreto, temperando per la indicazione dei valori limite e dei valori di qualità, il testo espresso dalla commissione di esperti.

Martedì 15 aprile pv le associazioni sono state invitate alla Camera dei deputati per una audizione presso la commissione ambiente presieduta dall’onorevole Maria Rita Lorenzetti che si propone di far luce sul caso.

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