CULTURA della sicurezza per i futuri lavoratori – Un richiamo alla Carta 2000
Durante lo svolgimento della conferenza sulla sicurezza svoltasi il 3-4-5 dicembre ’99 in Genova, è stato evidenziato che l’Italia ha il TRISTE primato del più alto numero di infortuni e morti avvenute sul lavoro (riferito agli utenti della scuola – alunni – nell’anno 1999 sono diventati 80 mila contro i 56 mila del 1997) le cui cause sono direttamente o indirettamente riconducibili alla non osservanza delle norme relative alla igiene e sicurezza sul lavoro.
Altra presa di coscienza è stata quella che ci si è resi conto che per limitare gli infortuni (quindi anche le spese che lo Stato sopporta per curare e risarcire il lavoratore) non è sufficiente la sola azione di verifica e vigilanza degli organi preposti (Ispettorato del Lavoro, ISPESL, AUSL-SPESAL, ecc.), ma è necessario CREARE LA CULTURA della sicurezza sia nei futuri lavoratori (attualmente studenti) che nei datori di lavoro sia pubblici che privati.
Per i datori di lavoro privati è sufficiente fargli notare il beneficio economico che deriva dall’applicazione delle norme di sicurezza con la consequenziale riduzione dei costi derivanti dal minor numero di infortuni. Per i datori di lavoro pubblici la questione risulta un po più complicata a causa della eccessiva burocrazia esistente che delle volte viene utilizzata anche in modo strumentale.
Allora, COSA RIMANE FONDAMENTALMENTE DA FARE? "CREARE LA CULTURA DELLA IGIENE E SICUREZZA NEI FUTURI LAVORATORI!".
Quindi, così come il 2000 è stato definito dal Governo Italiano l’anno della sicurezza, la materia da studiare nel 2000 (ma anche dopo, inserendola nei programmi didattici a partire dalle scuole elementari e fino all’università senza distinzione d’indirizzo) è L’igiene e sicurezza sul lavoro e nella vita in generale perché, la sicurezza, entra in tutta l’attività umana compresa, ad esempio, l’educazione stradale la cui inosservanza produce migliaia di vittime l’anno.
Per meglio comprendere il cambiamento che sta avvenendo, del quale si spera che le istituzioni scolastiche ne prendano immediatamente coscienza, allego stralcio della CARTA 2000 siglata a Genova.
By Mimmo DIDONNA
"CARTA 2000" (STRALCIO) SICUREZZA SUL LAVORO PORTO ANTICO – GENOVA 3- 4 – 5 DICEMBRE 1999 INTRODUZIONE A "CARTA 2000"
La salute e la sicurezza sul lavoro sono l’imperativo che governo, istituzioni, amministrazioni locali e parti sociali si danno per il 2000.
Rendere il lavoro sicuro, spezzare la tragica catena di infortuni e morti, è la necessità che accomuna l’azione del governo, delle istituzioni locali e delle parti sociali.
Il governo ha dato l’avvio, questa estate, ad una vera e propria offensiva sulle politiche del lavoro.
In pochi mesi sono stati compiuti significativi passi in avanti sul piano legislativo e sul piano operativo, con l’intensificazione dell’azione di vigilanza e di ispezione e con lo stimolo alla prevenzione e all’emersione del lavoro nero.
Ma le leggi da sole non bastano. Deve proprio cambiare la cultura.
La sicurezza dobbiamo insegnarla a scuola, perché entri nella coscienza profonda dei futuri lavoratori e dei futuri imprenditori.
E’ nel patrimonio dei valori delle persone che si deve insediare la cultura della sicurezza.
Non solo regole da rispettare, non solo obblighi da adempiere, ma piena consapevolezza che lavorare in sicurezza, oltre a tutelare la vita umana, aumenta la ricchezza di un Paese, ne taglia alla radice una parte di costi sociali ed è motore per una sana competitività economica.
Accanto alle leggi e alla vigilanza, affinché le regole siano rispettate, l’impegno comune deve essere speso con particolare energia nella scuola e nel lavoro, per diffondere la cultura della prevenzione. "Carta 2000" è il manifesto programmatico del governo, istituzioni, amministrazioni locali e parti sociali, per vincere una battaglia difficilissima.
Nella "Carta" ci sono impegni concreti sul piano legislativo a cui adempiere in tempi rapidi e certi; c’è l’individuazione di parametri condivisi e trasversali che aiutano tutte le parti a seguire una strada comune; c’è il segno tangibile del salto di qualità che lavoratori e imprenditori, sindacati e istituzioni, devono compiere per voltare finalmente pagina.
Il nostro obiettivo è quello di portare l’Italia in Europa anche per quanto riguarda i livelli di incidenze degli infortuni sul lavoro, delle malattie professionali ed il loro costo sociale.
Non può esserci contrapposizione tra salute- sicurezza e difesa-sviluppo dell’occupazione; occorre, a tal fine, rendere coerenti le politiche di crescita e di competitività con gli obiettivi della qualità della vita nei luoghi di lavoro.
PREMESSA
La promozione della sicurezza del lavoro, della prevenzione dei rischi occupazionali e la tutela della salute nei luoghi di lavoro rappresentano compiti fondamentali per uno stato sociale moderno.
Questi principi vanno tenuti in stretta relazione col diritto al benessere di tutti i cittadini anche nella loro veste di lavoratori. A tutto questo si deve aggiungere l’elevato costo che gli infortuni e le malattie professionali costituiscono per la comunità nel suo insieme.
E’ vero, peraltro, che la esplicazione di tali compiti non caratterizza ancora, in maniera soddisfacente, la nostra realtà nazionale; da questa considerazione nasce l’esigenza di "Carta 2000 – Sicurezza sul Lavoro".
Obiettivo della conferenza di Genova e di "Carta 2000 – Sicurezza sul Lavoro" e’ quello di promuovere e realizzare le condizioni legislative, e gli strumenti idonei per raggiungere migliori risultati nel settore della sicurezza anche con riferimento ai livelli europei.
Il Governo, le Regioni e le Parti sociali condividono l’esigenza di realizzare, nel corso del 2000, gli obiettivi indicati dalla Carta.
I contenuti di "Carta 2000" nascono da un lavoro di concertazione al cui tavolo partecipano istituzioni e forze sociali; questo lavoro continuerà, per cento giorni e, quindi, oltre la scadenza di Genova, per individuare e definire tutte le strumentazioni necessarie al fine di realizzare gli obiettivi proposti dalla "Carta 2000" in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Il Governo, le Regioni, le Parti sociali sono impegnati a promuovere con forte rilievo nella gestione della strumentazione legislativa e finanziaria, la politica del lavoro in sicurezza, promovendo accordi sui seguenti capitoli 3) Cultura della prevenzione e formazione per la salute e sicurezza del lavoro OBBLIGO SCOLASTICO.
Il Governo, ad integrazione di quanto già avviato in materia, si impegna a definire l’introduzione nelle attività scolastiche di informazioni relative alla salute e sicurezza nonché – ove possibile e necessario – di una rilettura dei programmi di studio, al fine della implementazione della cultura della prevenzione dei rischi negli ambienti di vita e di lavoro nei curricula relativi ai settori interessati, anche con l’eventuale utilizzo di strumenti informatici e con una significativa partecipazione dell’Osservatorio permanente per la sicurezza nelle scuole, costituito presso il Ministero della Pubblica Istruzione.
Determinare la presenza nei P.O.F. (Piani dell’Offerta Formativa, attivabili presso le scuole dell’Autonomia), con particolare riferimento ai cicli scolastici con indirizzo tecnico – professionale, di percorsi che sviluppino opportunamente il tema della sicurezza sul lavoro. Determinare un avvicinamento verso le tematiche, in questione nei vari percorsi formativi, in ragione dei diversi livelli e tipologie di istruzione interessati. Predisposizione – ove necessario – delle attività consequenziali, a seguito della eventuale previsione normativa di nuove figure professionali operanti nel campo della sicurezza.
COMPETENZE DEL MINISTERO DEL LAVORO SULLA FORMAZIONE
L’intervento in materia di formazione alla salute ed alla sicurezza, di competenza del Ministero del Lavoro, si articola su più livelli. Esso prevede interventi più direttamente legati ai Contratti di lavoro ed interventi con altre finalità.
Una ulteriore articolazione va poi prevista in rapporto al fatto che la formazione adempia o meno all’obbligo formativo e, pertanto, sia rivolto a giovani fino ai 18 anni o meno.
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Sezioni:
- Incontri e convegni
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Aree Tematiche:
- INCONTRI & CONVEGNI
- SCUOLA SICURA
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