27 Novembre 2001

LETTERA APERTA ALLA GAZZETTA DI MODENA

Roma, 27 novembre 2001

 

Spett. Gazzetta di Modena.
Alla c. a. del Direttore dott. Antonio Mascolo
Via Ricci 56 – 41100 Modena
Fax: 059218903
E-mail: [email protected]
[email protected]

p. c.: Forum-elettrosmog.
 

LETTERA APERTA ALLA GAZZETTA DI MODENA

Egr. Direttore,

ci sembra doveroso rispondere al dott. Franco Battaglia in merito al suo intervento pubblicato sulla Gazzetta di Modena del 21 novembre u. s. nella rubrica ‘Porto Franco’ e riguardante l’elettrosmog, la cui esistenza viene negata dallo stesso dott. Battaglia.

Mentre sempre più spesso appaiono in letteratura scientifica e sui mezzi d’informazione i risultati di ricerche a livello internazionale sugli effetti dei campi elettromagnetici sui sistemi biologici, in base ai quali si raccomanda di adottare cautele nei confronti delle esposizioni ai campi elettromagnetici a bassa e ad alta frequenza, il dott. Battaglia, noncurante di tutto cio’, si impegna insistentemente a convincere i Cittadini che il problema non esiste e che le preoccupazioni sono infondate, rimanendo sgomento dall’atteggiamento degli amministratori pubblici da questi ritenuti inadempienti.

Il dott. Franco Battaglia, che accusa i politici di non informarsi, sembra disconoscere quanto pubblicato in ben 119 studi scientifici sull’argomento e pubblicati su PubMed (riferimento www.ncbi.nml.nih.gov/entrez), cosi’ come sembra disconoscere i risultati di una recente analisi aggregata di studi epidemiologici fatti in vari paesi Europei, negli Stati Uniti ed in Canada, che dimostrano un’associazione statistica piuttosto coerente tra un raddoppio del rischio di leucemia infantile e campi magnetici a bassa frequenza (50/60 Hz) di intensita’ superiore a 0.4 microTesla (l’attuale limite italiano e’ di 100 microTesla, cioe’ 250 volte più elevato).

I risultati di quell’analisi, pubblicati sul British Journal of Cancer (1), sono stati rivisti e le conclusioni sono state condivise dall’International Agency for Research on Cancer (IARC) in un comunicato stampa del 27 giugno 2001 (riferimento www.iarc.fr), tanto da contribuire a determinare l’inserimento, da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’, dei campi elettromagnetici nell’elenco dei possibili cancerogeni.

I risultati di quell’analisi aggregata sono stati anche riferiti dal dott. Pietro Comba, dell’Istituto Superiore di Sanita’, nel corso del Convegno sui "Campi Elettromagnetici – Comunicazione, Prevenzione, Controllo e Ricerca" svoltosi a Bologna il 6 e 7 novembre 2000, all’interno del proprio intervento dal titolo "Gli studi epidemiologici sui campi elettrici e magnetici a 50-60 Hz: evidenze di rischio e indicazioni per la prevenzione" (2).

Inoltre, ci chiediamo se il dott. Franco Battaglia conosca i risultati della ricerca epidemiologica canadese pubblicata nel 1999 e condotta dal dr. Lois Green del Dipartimento Sanita’ dell’Universita’ di Toronto, in collaborazione con l’Ospedale dei Bambini di Toronto, che hanno dimostrato l’esistenza di un rischio di leucemia significativamente più elevato, da 2 a 4 volte, nei bambini di eta’ inferiore ai 6 anni esposti a campi magnetici a bassissima frequenza (50/60 Hz) (3).

E proprio l’insistenza sulla negazione di effetti continuamente profusa dal dott. Battaglia che aumenta la nostra preoccupazione, essendo questi il capo della nuova commissione tecnico-scientifica istituita presso il Ministero dell’Ambiente.

Poiche’ il dott. Battaglia interviene anche sul caso di Radio Vaticana, desideriamo chiedergli se abbia mai letto i due studi epidemiologici condotti dall’Agenzia di Sanita’ Pubblica della Regione Lazio sull’incidenza della leucemia infantile e sulla mortalita’ per la stessa malattia e per altre forme tumorali negli adulti residenti nel territorio intorno agli impianti di quell’emittente radiofonica.

Se lo avesse fatto avrebbe dovuto evidenziare almeno due gravi lacune di quegli studi:

a. l’ingiustificata valutazione statistica dell’incidenza di leucemia infantile estesa fino a 10 km di distanza radiale dal centro radiofonico, quando tutti i casi di leucemia infantile sono compresi entro 6 km. di raggio da quegli impianti, ‘diluendo’, pertanto, la statistica su un’area circa 3 volte più grande;

b. il confronto dei risultati di quelle statistiche con l’incidenza di leucemia e la mortalita’ per quella stessa malattia e per altre forme tumorali con quelle di Roma; cioe’, l’epidemiologia di un territorio rurale o semirurale e’ stata confrontata con quella di una citta’ ad elevatissima urbanizzazione, in cui esistono anche forme ben diverse di inquinamento come quello determinato dal traffico veicolare.

Nonostante queste due importanti lacune che concorrono a ridurre palesemente l’evidenza del maggior rischio, le due suddette statistiche osservate a Cesano e nei territori vicini sono confrontabili con quelle di Roma che, a loro volta, rilevano un maggior rischio rispetto alla media nazionale.

Stara’ forse operando, il dott. Battaglia, per il mantenimento, con i futuri decreti attuativi della legge 36/01 (altrimenti conosciuta come legge quadro sui campi elettromagnetici), del limite di 100 microTesla per l’esposizione ai campi magnetici in bassa frequenza (elettrodotti, cabine di trasformazione dell’energia elettrica), in profondo contrasto con quanto scaturito dal lavoro delle commissioni scientifiche istituite nella precedente legislatura ?

Stara’ forse preparando, il dott. Battaglia, il terreno per l’innalzamento, con i futuri decreti attuativi della legge 36/01, del limite di esposizione ben oltre il valore di 6 Volt/metro stabilito, per i luoghi con permanenza umana non inferiore alle 4 ore, dal D. M. 381/98 per le alte frequenze, chiedendo l’adeguamento della normativa italiana alla raccomandazione di luglio 1999 emessa dal Consiglio d’Europa (non del Parlamento Europeo), che richiama i limiti suggeriti dalle linee guida dell’ICNIRP, i quali sono stati determinati sulla base del riconoscimento dei soli effetti termici o acuti o a breve termine, e che non tengono conto, quindi, degli effetti a lungo termine o cronici ?

Vuole forse aiutare, il dott. Battaglia, la Radio Vaticana ad uscire dal ‘pantano’ processuale e dall’impossibilita’ di operare senza infrangere le leggi dello Stato italiano ?

Nel recente Convegno scientifico di Lacco Ameno di Ischia (21 e 22 ottobre scorso), al quale il dott. Battaglia, pur invitato come relatore, ha rifiutato di partecipare, ricercatori di tutto il mondo si sono confrontati sull’argomento e hanno esposto i risultati di studi biologici ed epidemiologici, documentando la pericolosita’ dell’esposizione continuata ai campi elettromagnetici anche di bassa intensita’.

Gli atti riassuntivi di quel Convegno e di due precedenti Convegni scientifici internazionali, svoltisi a giugno del 2000 a Roccaraso e a Salisburgo, fanno emergere l’indicazione chiara per i Governi di predisporre piu’ efficaci misure precauzionali per proteggere le popolazioni dall’esposizione ai Campi Elettromagnetici.

A quei ricercatori che hanno rifiutato il confronto scientifico ad Ischia e continuano a farlo in tanti altri convegni, sottoponiamo le considerazioni scientifiche a favore dell’applicazione del principio di precauzione pubblicate sulla rivista "Le Scienze" di ottobre scorso a firma del prof. Emilio del Giudice, primo ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e del prof. Roberto Barale, ordinario di Genetica all’Universita’ di Pisa.

Perche’ il dott. Battaglia ed altri che la pensano allo stesso modo, pur invitati, non hanno partecipato al Convegno di Ischia, rinunciando al dibattito e non portando risultati di studi (anche i propri, se mai ne abbiano direttamente svolti) che dimostrino l’inesistenza di effetti biologici e sanitari ?

Forse perche’, ad oggi, non esiste un solo studio che assolva completamente i campi elettromagnetici ed e’ per questo che i nostri amministratori pubblici devono far adottare il principio di precauzione raccomandato dalla Comunita’ Europea, nonostante le rassicurazioni del dott. Franco Battaglia.

Confidando nella pubblicazione della nostra lettera aperta, inviamo i nostri più cordiali saluti.

Per il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord: sig.ra Emanuela Armeli, ing. Raffaele Capone.

 

————————————————————

(1) Riferimento: Ahlbom et al., "A pooled analysis of magnetic fields and childhood laeukemia", pag. 692-698, Vol. 83, number 5, September 2000;

(2) Il dott. Pietro Comba, nel suo intervento, affermava: "I risultati delle rianalisi di Ahlbom corroborano, nel loro complesso, la credibilita’ della natura causale dell’associazione fra campi ELF e leucemia infantile. Nelle conclusioni del lavoro viene inoltre formulata una raccomandazione: concentrare gli studi futuri su popolazioni esposte a livelli elevati di campo magnetico. Questa raccomandazione e’ di particolare interesse anche alla luce di alcune osservazioni gia’ disponibili in letteratura, relative a gruppi di soggetti esposti a livelli di campo particolarmente elevato. Ricordiamo, a questo proposito, che negli ultimi anni sono stati pubblicati contributi significativi non solo sul rischio cancerogeno, ma anche sulla comparsa di disturbi neurocomportamentali in popolazioni esposte a campi ELF. I risultati degli studi discussi nella presente relazione, in particolare i risultati dello studio di Ahlbom, concorrono a sostenere che si adotti come valore di attenzione 0.5 mT (0.5 microTesla, n.d.r.), come nella proposta attualmente presente nelle bozze dei decreti prodotti dal Ministero dell’Ambiente;

(3) Riferimenti: Le Scienze, 16.6.1999; International Journal of Cancer, n. 82, pp. 161-170, June 1999, John Wiley & Sons ed., N. Y.; Cancer Causes and Control, n. 10, pp. 233-243, June 1999.

 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this