7 Dicembre 2004

NATALE 2004: L’ASSESSORE REGIONALE AL COMMERCIO DELL’ABRUZZO DIFFIDATO AD ANTICIPARE I SALDI AL 10 DICEMBRE

SALVIAMO LA TREDICESIMA: CLAMOROSA INIZIATIVA DI CODACONS E LISTACONSUMATORI PER AIUTARE I CONSUMATORI DELL’ABRUZZO

Anche in Abruzzo si prevede un Natale “gelido” sul piano dei consumi: colpa del caro-prezzi che da 3 anni sta mettendo a dura prova il portafogli degli italiani.
A confermare tale stato di cose, gli stessi dati delle associazioni di categoria dei commercianti, che prevedono forti riduzioni degli acquisti da parte dei consumatori sotto le feste.
In Abruzzo, così come nel resto d’Italia, le tredicesime saranno destinate quest’anno, per oltre il 60%, al pagamento di mutui e tasse, riducendo fortemente le spese per regali, addobbi per la casa, cenoni, ecc..
Dinanzi al crollo del potere d’acquisto delle famiglie e alla brusca frenata dei consumi che caratterizzerà il Natale 2004, Codacons e Listaconsumatori hanno deciso di dare vita ad una clamorosa iniziativa per sostenere i consumi e aiutare le famiglie italiane alle prese con gli acquisti delle feste: una diffida ai sensi della legge 281/98 è stata infatti depositata oggi sul tavolo dell’Assessore al Commercio della regione Abruzzo. Si tratta di un atto formale in cui si chiede di emanare con urgenza una delibera per anticipare su tutto il territorio regionale la data d’inizio dei saldi al 10 Dicembre, in base al D.Lgs. 114/1998 che dispone all’art.14 il potere alle regioni di disciplinare i periodi delle vendite di liquidazione e di fine stagione.
L’associazione, appoggiata da LISTACONSUMATORI ABRUZZO (il movimento politico a tutela dei consumatori che alle scorse elezioni europee ha ottenuto, nelle 3 circoscrizioni di presenza, l’1% dei voti dei cittadini) chiede quindi all’Assessore al Commercio della regione di provvedere a liberalizzare i saldi a partire dal prossimo 10 dicembre, così da offrire un triplice vantaggio: ai consumatori, che potranno effettuare acquisti natalizi a prezzi più bassi, ai commercianti, che non subiranno il crollo degli affari, e all’economia della regione in generale.

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