LA PROCURA DI SULMONA RIFIUTA DI CONTESTARE AGLI INDAGATI NEL PROCESSO DI ROCCARASO I FATTI DOPO 4 ANNI DI INDAGINI
INTANTO DA UNA INTERROGAZIONE DELL’ON. BUEMI EMERGE CHE IL PM CHE AVEVA CHIESTO L’ARRESTO DEL SINDACO VALENTINI RISULTA TRA I CONDOMINI DEL PALAZZO CHE VALENTINI AVEVA BLOCCATO PER INAGIBILITA’ A ROCCARASO
Oggi il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, doveva essere sentito dal Procuratore della Repubblica di Sulmona in merito ai noti fatti di Roccaraso. Tuttavia il P.M. Dott.ssa Ciccarelli ha inviato una nota comunicando l’impossibilità di contestare i fatti di cui dovrebbe essere accusato l’Avv. Rienzi e quindi ha delegato il compito alla Questura, anzi alla sezione della questura che dovrebbe occuparsi di mafia e camorra.
Ovviamente il Presidente del Codacons non solo non si presenterà, ma ha inviato un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura e alla stessa Procura di Sulmona, contestando tale decisione. Appare grave e inaccettabile l’affermazione del P.M. che non sia possibile procedere alle contestazioni per l’attuale stato delle indagini – si sostiene nell’esposto – sia perché le stesse durano oramai da oltre quattro anni, sia perché le norme vigenti integrano precisi obblighi per l’Autorità giudiziaria procedente e, correlativamente, precisi diritti dell’indagato.
L’affermazione del P.M., di non essere a tutt’oggi in grado di muovere contestazioni precise che consentano all’indagato di potersi difendere, ha spinto il Presidente del Codacons a chiedere l’avocazione della indagine da parte della Procura Generale dell’Aquila, ritenuta più adatta a proseguire nell’inchiesta.
Intanto da una interrogazione parlamentare sul caso Roccaraso presentata dall’On. Enrico Buemi emerge che il PM che aveva chiesto l’arresto del sindaco Valentini risulterebbe tra i condomini del palazzo che lo stesso sindaco aveva bloccato per inagibilità.
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