GIOCHI: CONSIGLIO DI STATO RESPINGE RICORSO DELLE SOCIETA’ CONCESSIONARIE
La maggiori società concessionarie del gioco nel lontano 2020 hanno presentato ricorso, dando origine ad lunghissimo contenzioso, contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, contestando la legittimità del decreto del 15 gennaio 2015 n. 388, che imponeva ai concessionari del gioco lecito il versamento di 500 milioni di euro, in base alla legge di stabilità 2015 (art. 1, comma 649, legge n. 190/2014). Tale somma doveva essere suddivisa in proporzione al numero di apparecchi da gioco (AWP e VLT) riferibili a ciascun operatore alla data del 31 dicembre 2014.
Le ricorrenti hanno ritenuto il provvedimento lesivo dei propri margini di guadagno e hanno invocato violazioni costituzionali (artt. 3, 41, 97, 117 Cost.), dei principi europei (libertà di stabilimento, legittimo affidamento) e della CEDU (Protocollo 1). La norma, secondo le aziende, agiva retroattivamente, alterando contratti già stipulati e introducendo un prelievo forzoso fisso non basato sulla redditività effettiva.
Il TAR Lazio ha respinto i ricorsi, considerando che la legge di stabilità 2016 (l. n. 208/2015, commi 920-921) ha limitato il prelievo all’anno 2015 e ha redistribuito l’onere a tutta la filiera del gioco.
Dopo un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’UE e una consulenza tecnica per verificare l’impatto economico del prelievo, il Consiglio di Stato con sentenza del 18 aprile 2025, ha respinto gli appelli.
In tutti i giudizi il Codacons è intervenuto sostenendo la normativa statale e opponendosi ai concessionari del gioco i cui bilanci, di quel prelievo forzoso, al contrario di quanto lamentato dai ricorrenti, non ne risentivano minimamente se non in misura pari a circa il 2 per cento del loro fatturato milionario.
Il Codacons è volato oltre i confini nazionali con il proprio legale esperto di ludopatie difendendo i diritti dei consumatori sino in udienza dinanzi alla Corte di Giustizia Europea a Lussemburgo. Dopo l’udienza in Corte di Giustizia europea e la decisione della stessa sul rinvio pregiudiziale, il Consiglio di Stato ha emesso in questi giorni una esemplare sentenza con la quale ha confermato la legittimità del provvedimento, ritenendo che non si trattasse di una legge-provvedimento e che il legislatore avesse agito legittimamente per esigenze di finanza pubblica, senza violare i principi costituzionali o comunitari. Il Consiglio di Stato ha considerato legittima anche l’obbligazione solidale in capo ai concessionari, con possibilità di regresso verso gli altri operatori della filiera. Infine, il Collegio ha rilevato che l’intervento legislativo ha avuto carattere una tantum e non ha stravolto in modo permanente l’equilibrio contrattuale risultando idoneo a garantire la realizzazione degli obiettivi perseguiti dai concessionari senza eccedere quanto è necessario per raggiungerli.
Ennesima battaglia vinta dal Codacons in punto di prevenzione e contrasto delle patologie connesse al gioco d’azzardo.
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