ROMA: STOP ALL’ABBATTIMENTO INDISCRIMINATO DEL PATRIMONIO VERDE DELLA CITTÀ
Si apre un nuovo fronte a Roma: con una denuncia per abuso d’ufficio e disastro ambientale e una diffida a “interrompere l’attuale opera di abbattimento indiscriminato degli alberi appartenenti al patrimonio verde della città” procedendo invece “all’abbattimento dei soli alberi malati, pericolosi per l’incolumità delle persone”, il Codacons attacca oggi la gestione del piano comunale legato al verde.
Ormai da parecchio tempo, infatti, nella Capitale si assiste all’abbattimento di alberi secolari, che caratterizzano la città, con l’obiettivo di evitare pericoli relativi alla caduta di rami o alberi. E anche in questi giorni l’attività continua (a villa Celimontana e a Testaccio) applicando una simbologia già diffusa sugli alberi del Lungotevere e di Piazza S. Croce in Gerusalemme: un punto verde sul tronco significa che l’albero non verrà abbattuto, un punto rosso significa l’opposto.
Se l’obiettivo di evitare pericoli è condivisibile, molto dubbi sorgono sui metodi: le opere di abbattimento a Roma, infatti, non avrebbero tenuto conto della necessaria tutela dell’ambiente urbano e del diritto alla salute dei cittadini, visto che sembrerebbe che siano stati abbattuti, e si stiano abbattendo tutt’ora, alberi perfettamente sani, che assolvevano senza criticità alle loro numerose funzioni – con collocamento in loro sostituzione di alberi dalle caratteristiche totalmente difformi, o addirittura senza alcuna sostituzione.
Una prassi, questa, che ha conseguenze dirette sul centro di Roma, patrimonio dell’Unesco e vetrina turistica della città. Ma le ricadute vanno oltre l’estetica, comprendendo anche la salute e il benessere della collettività: l’impatto di questi alberi in fatto di abbassamento del livello di polveri sottili presenti nell’aria e di contrasto ai picchi di calore è infatti indubbio.
Questi interventi appaiono in contrasto con la normativa nazionale e che non si capisce se siano stati individuati con specifica istruttoria sulle singole piante per verificarne la salute e l’integrità: sul punto, infatti, non sembrano reperibili gli atti relativi all’istruttoria che il Comune di Roma è tenuto ad effettuare prima di procedere.
Questi interventi appaiono in contrasto con la normativa nazionale e che non si capisce se siano stati individuati con specifica istruttoria sulle singole piante per verificarne la salute e l’integrità: sul punto, infatti, non sembrano reperibili gli atti relativi all’istruttoria che il Comune di Roma è tenuto ad effettuare prima di procedere.
L’Associazione, in ogni caso, ha deciso di rivolgersi alla Procura proprio per chiarire tutti i punti oscuri di questa intricata vicenda.
Attività finanziata dal MIMIT-Art. 148 L. 388/2000- D.M. 6/05/2022 art. 5
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