EX ILVA: LE VITTIME CHIEDONO ALLA CORTE DI ASSISE DI APPELLO DI TARANTO IL RADDOPPIO DELLA PROVVISIONALE
5.000 EURO SONO INAMMISSIBILE ELEMOSINA A FRONTE DEI MILIARDI DEI RIVA E DELLE DECINE DI TUMORI MALIGNI PRODOTTI DAI VELENI DELLA FABBRICA
DOMANI LE VITTIME INSIEME AL RAPPER FEDEZ PRESENTERANNO LA RICHIESTA ALLA CORTE
Il Codacons ha presentato alla Corte di Assise di appello di Taranto una istanza per ottenere il raddoppio della provvisionale riconosciuta alle vittime dell’ex Ilva rappresentate dall’associazione.
Come noto con ordinanza del 17 maggio 2024 il Collegio ha ritenuto di dover disporre la sospensione degli importi liquidati alle parti civili nella sentenza di primo grado a titolo di provvisionali. Tuttavia “non sembrerebbe essere stata compiuta dal Collegio Giudicante la sussistenza del cosiddetto pregiudizio eccessivo per il debitore, che può consistere nella distruzione di un bene non reintegrabile ovvero, se si tratta di somme di denaro, nel nocumento derivante dal palese stato di insolvibilità del destinatario della provvisionale, tale da rendere impossibile o altamente difficoltoso il recupero di quanto pagato, nel caso di modifica della condanna” – scrive il Codacons nell’istanza – “Proprio a questo fine, gli scriventi hanno compiuto una precipua verifica delle condizioni patrimoniali di ciascun imputato persona fisica dell’odierno processo e, da tale disamina, è emerso che il totale dei soggetti persone fisiche coinvolte nell’odierno gravame risulta essere titolare di quasi 100 unità immobiliari. A modesta opinione di chi scrive, il totale degli importi liquidati dalla Corte di Assise di primo grado (5.000 euro X 1.500 parti civili = 7.5 milioni di euro) non potrà arrecare agli imputati il grave ed irreparabile pregiudizio richiesto dalla Suprema Corte di Cassazione al fine di giustificare un provvedimento”.
Oltre alla formale richiesta di revoca dell’ordinanza che ha disposto la sospensione della esecutività delle provvisionali, il Codacons chiede nell’istanza il raddoppio degli importi provvisoriamente liquidati in primo grado (circostanza pacificamente ammessa a seguito del principio di diritto sancito dalle Sezioni Unite della Cassazione n. 53153 del 2016): “Giova in questa sede rammentare come la sentenza di primo grado abbia dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio come gli odierni imputati, per mezzo delle condotte a loro ascritte nel capo di imputazione, abbiano determinato l’immissione e lo sversamento nella zona di Taranto (aria, acqua, suolo, elementi animali e vegetali) una non decifrabile quantità di sostanze ad altissimo contenuto cancerogeno. Il giudizio di primo grado ha inoltre dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, la circostanza che tali sostanze siano state effettivamente immesse nell’ambiente proprio dallo stabilimento ILVA, e non da altri complessi industriali presenti nella zona di Taranto. Non può non evidenziarsi, anche ai fini delle valutazioni di competenza, come il contesto ambientale in cui le odierne parti civili si sono trovate a dover vivere nel periodo che è stato oggetto del capo di imputazione abbia avuto un ruolo fondamentale anche nel ragionamento compiuto dal Giudice di primo grado per la liquidazione delle provvisionali”.
Intanto domani 21 giugno alle ore 15 le vittime dell’ex Ilva saranno davanti la fabbrica nel corso di un incontro pubblico al quale prenderà parte anche il rapper Fedez.
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