DIRETTIVA MIT SU LIMITI DI VELOCITÀ, CODACONS: MINISTERO FORNISCA ELEMENTI TECNICI SU CUI POGGIA LA DIRETTIVA
ASSOCIAZIONE CHIEDE STUDI CHE DIMOSTRINO DANNI AMBIENTALI DA LIMITI DI VELOCITA’ A 30 KM/H
Il Ministero dei Traporti dovrà fornire al Codacons gli elementi tecnici su cui si basa la nuova direttiva relativa ai limiti di velocità nei centri urbani. Lo afferma l’associazione dei consumatori, prima di valutare un possibile ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento del Mit.
Nella sua direttiva il Ministero afferma esplicitamente che i limiti di velocità, se eccessivamente ridotti, potrebbero risultare pregiudizievoli sotto il profilo ambientale, nonché dell’ordinata regolazione del traffico – spiega il Codacons – Vogliamo capire sulla base di quali evidenze scientifiche il Mit sia giunto a tale conclusione su cui poggia l’intero provvedimento, anche in considerazione del fatto che gli studi fin qui emersi hanno evidenziato da un lato benefici ambientali legati ad una riduzione della velocità a 30 km/h, dall’altro nessun allungamento dei tempi di percorrenza per gli automobilisti. Ad esempio una ricerca di TomTom traffic index ha rivelato come a Bologna la velocità media delle auto nelle ore di punta si sia fermata nel 2023 a 32 km/h, in linea con i nuovi limiti fissati dal sindaco Lepore. E’ universalmente riconosciuto, poi, che una velocità massima inferiore favorisce un flusso di traffico più uniforme riducendo le emissioni inquinanti delle auto legate alle continue accelerazioni e decelerazioni.
Se il Ministro Salvini non fornirà le carte su cui basa la propria direttiva, sarà inevitabile ricorrere al Tar del Lazio affinché verifichi la legittimità della decisione del Mit – conclude il Codacons.
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