3 Gennaio 2007

Carte fedeltà, lettere ai clienti già partiti i saldi sottobanco

Palermo IL CASO La stagione degli sconti comincia ufficialmente domenica. Molti negozi la hanno anticipata Carte fedeltà, lettere ai clienti già partiti i saldi sottobanco Il Codacons: "Questo dimostra che bisogna liberalizzare i ribassi" Ma Confcommercio si oppone: "Garantire il rispetto delle regole"
Mancano ancora cinque giorni al via ufficiale della campagna dei saldi invernali ma in tutta la città è già partita la corsa agli sconti sottobanco. I saldi partono domenica 7 gennaio e terminano il 10 marzo ma già da ieri molti negozi del centro effettuano sconti del 20, del 30, del 50 e in alcuni casi anche del 70 per cento. Nessuno può pubblicizzare per legge l’inizio degli sconti ma in molte vetrine, per attirare la clientela, i negozianti hanno improvvisato nuovi cartellini sui capi con i prezzi ribassati. In altri negozi, invece, i cartellini con i vecchi prezzi sono stati coperti con quelli scontati. C’è chi va oltre e in vetrina espone scritte allettanti come "strenne natalizie" oppure "ci conviene entrare" e all’interno, poi, effettua sconti su tutta la merce. Altri commercianti si limitano a dire che "lo sconto è effettuato direttamente alla cassa" o addirittura che "il registratore di cassa batte automaticamente il 20 per cento in meno". I negozi di griffe hanno inviato nelle scorse settimane una lettera ai clienti per invitarli a visionare la merce in anticipo o telefonano a casa per annunciare che è partita la campagna sconti. I grandi magazzini utilizzano invece il sistema della fidelity card, che consente ai titolari di effettuare acquisti scontati per tutta la settimana prima del via ufficiale dei saldi. "La legge regionale sui saldi – spiega Roberto Cotroneo, responsabile coordinatore della polizia amministrativa – vieta espressamente solo la pubblicità esplicita degli sconti prima dell’avvio ufficiale stabilito con decreto dell’assessore regionale alla Cooperazione e al commercio. Solo nei casi in cui la pubblicità è esplicita è prevista una multa che per una sola infrazione è di 1291 euro ma in caso di recidiva arriva anche a 7500 euro". Nei prossimi giorni, la polizia amministrativa organizzerà una pattuglia di controlli per verificare eventuali comportamenti irregolari da parte degli esercenti. Il giro d’affari dei saldi, quest’anno, sarà di 220 milioni di euro, circa il 2 per cento in più dell’anno scorso. Queste le previsioni dell’associazione di consumatori Telefono Blu. Solo le famiglie di Palermo e Catania spenderanno 125 milioni di euro, 60 milioni per provincia, mentre tra le altre province, Messina spenderà circa 32 milioni. Ogni famiglia palermitana spenderà presumibilmente almeno 250 euro, nelle altre città dell’Isola la spesa media sarà di 205 euro. Per le associazioni dei consumatori, la partenza di fatto anticipata dei saldi è una spinta a chiedere la liberalizzazione degli sconti. "Basta alle promozioni legate solo ad alcuni periodi dell’anno, e vincolate da norme assurde e dannose per i consumatori, che limitano gli sconti ad alcuni giorni dell’anno – dice Francesco Tanasi presidente del Codacons – mi rivolgo sia al governo Cuffaro che all’assessore regionale al Commercio Antonino Beninati. Liberalizzando i saldi si aumenterà la concorrenza, i commercianti potranno scegliere quando e come effettuare gli sconti, si avrà una diminuzione generale dei prezzi spalmata su tutto l’arco dei 12 mesi". Per il Codacons, "i tempi sono ormai maturi per saldi liberi e permanenti in tutta la Sicilia. Il vantaggio sarà triplo: per il consumatore, che potrà approfittare più volte, durante l’anno, di vendite a prezzi scontati; per il commerciante, che vedrà aumentare il proprio volume d’affari; per l’economia in generale, con una ripresa degli acquisti non indifferente". Un’ipotesi che non incontra però il favore di Confcommercio. "Non sono d’accordo con la liberalizzazione dei saldi – ribatte il presidente di Confcommercio Sicilia Roberto Helg – l’unico effetto certo sarebbe il caos, con il consumatore ancora più disorientato. Occorre, semmai che ci siano regole certe e che vengano fatte rispettare, per evitare che pochi furbi possano arrecare danno all’intera categoria".

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this