5 Dicembre 2023

ASSOCIAZIONE PER I DIRITTI CIVILI NELLA SCUOLA DI NUOVO IN CAMPO CONTRO UNA RIVISTA PRIVATA E IN DIFESA DEI GIOVANI CHE STUDIANO E LAVORANO PER MANTENERSI AGLI STUDI

COME MAI QUESTO ACCANIMENTO DA PARTE DI TUTTOSCUOLA E NESSUN CENNO AL GRANDE MERITO DELLE SCUOLE PARITARIE DI TOGLIERE DALLA STRADA TANTI GIOVANI?

Di nuovo – con una delle sue periodiche inchieste in materia – una rivista privata di una società con scopo di lucro torna alla carica per denunciare gli abusi (pochi, stavolta, lo ammette) delle scuole private, che presenterebbero troppi candidati agli esami di idoneità e agli esami di Stato. Un tema su cui, peraltro, la Federazione è molto impegnata, tanto che sta organizzando un convegno con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con lo studio legale dell’avv. prof. Carlo Rienzi su questo e sui tanti altri problemi che attanagliano ancora le scuole paritarie.
Quello che desta sospetto – dichiara l’Associazione per i Diritti della Scuola – è che questa rivista dà per assodato che quello che ci viene scritto il Ministero debba poi attuarlo, come fosse il giusto assoluto, il sacro e santo. Ecco, sfatiamo questa leggenda e diciamo che le cose non stanno così – perché, anzi, la situazione è completamente diversa, soprattutto riguardo agli studenti lavoratori – e che una rivista privata non si può scatenare contro gli studenti lavoratori impedendo a costoro di combinare lo studio con la propria attività lavorativa.

Ciò è assolutamente grave; se per gli studenti lavoratori si possono costituire classi collaterali in più, questo è un principio che non è stato stabilito da Tutto Scuola o da una scuola privata o dalla Filins, ma dalla massima magistratura italiana, ovvero dal Consiglio di Stato, che in alcune sentenze che qui riportiamo afferma a chiare lettere quanto segue: “L’art. l, comma 4, lett. f), della legge n. 62/2000 – fonte di legge – in conformità all’indirizzo giurisprudenziale qui condiviso, va interpretato nel senso di non precludere l’istituzione di classi terminali allorché ricorrano determinate condizioni giustificative indicate negli atti anzidetti con particolare riferimento agli studenti lavoratori. Previa verifica delle condizioni richiamate, la disciplina normativa non preclude la possibilità di istituire eccezionalmente ulteriori classi singole in presenza delle pressanti esigenze degli studenti lavoratori (cfr. Consiglio di Stato, sez, VI, ordinanze n. 6364/07, n. 924, n. 925 e n. 939 del 19/02/2008). Viceversa, l’amministrazione non ha svolto alcuna istruttoria specifica; né operato alcuna comparazione tra gli interessi privati e quelli pubblici; ha disatteso la circostanza che successivamente alla data del 1° settembre 2010 non è vietato accogliere nuove iscrizioni e costituire nuove classi specie se serali per studenti lavoratori in assenza di strutture statali presenti nel territorio” (v. per tutti sentenza del Consiglio di Stato n. 3627/2018).
Confidiamo quindi che ci voglia spiegare, questa rivista, la ragione di tanto accanimento e perché nei suoi articoli e nelle sue inchieste non citi mai il grande merito delle scuole paritarie di togliere dalla strada tanti giovani che finirebbero preda della droga o della delinquenza minorile (specie nelle Regioni del Sud come la Campania, la Puglia e la Calabria), e perché non elenca gli altri meriti di queste scuole, come il loro importante contributo nel rafforzamento del livello culturale e della istruzione dei nostri giovani, e via dicendo. In attesa di queste spiegazioni possiamo soltanto dire… Amen… E aspettare che qualcuno ci spieghi chi muove queste periodiche inchieste.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this