ENERGIA: SU VICENDA ENI-PAKISTAN CODACONS INVIA SEGNALAZIONE AD ARERA E ANTITRUST
Il Codacons vuole vederci chiaro sulla situazione denunciata dal Pakistan. Lo scorso febbraio, il ministro dell’energia del Pakistan ha annunciato l’intenzione di quadruplicare l’utilizzo del carbone, una mossa disperata per ridurre il prezzo dell’elettricità, ma che avrà gravi conseguenze sulla salute delle persone e sul clima. Secondo uno studio realizzato dai ricercatori di ReCommon, i carichi destinati al Pakistan sarebbe poi stati rivenduto alla Turchia. Da questa operazione ENI avrebbe ottenuto un extra-guadagno. Per effetto di tale manovra il Pakistan sarà costretto ad incentivare l’utilizzo del carbone, per garantire la sua sopravvivenza.
Il Codacons quale associazione di tutela ambientale, ha presentato una istanza di accesso agli atti relativi alla sospensione della fornitura di ENI al Pakistan, in quanto tale sospensione avrebbe spinto il paese a un massiccio utilizzo del carbone per produrre energia elettrica. In un clima generale di crisi dovuta anche alla carenza della materia prima, il Codacons ha interesse a conoscere le motivazioni sottostanti alla condotta in esame: le somme derivanti dagli extra profitti, infatti, devono essere utilizzate per ridurre il prezzo dell’energia venduta agli utenti, pertanto maggiore è il livello di profitti, maggiore saranno le somme che dovranno essere destinate per ridurre a imprese e utenti il prezzo delle forniture energetiche.
Per questo l’associazione ha inviato una segnalazione anche ad Arera e Antitrust, affinché valutino se la condotta posta in essere da ENI sia legittima rispetto alla normativa di settore, soprattutto alla luce degli aumenti delle tariffe a discapito degli utenti registrate nell’ultimo biennio.
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