MILANO: IL PM ROSSATO CHIEDE 50MILA EURO AL CODACONS (RITENENDOSI OFFESO DALL’ASSOCIAZIONE), MA SBAGLIA TRIBUNALE E VIENE SPEDITO AL FORO DI BRESCIA
Il Pubblico Ministero Nicola Rossato della Procura della Repubblica di Milano fa causa al Codacons ma perde il primo round e deve tornarsene a casa.
Il pm milanese aveva infatti chiesto all’associazione dei consumatori un risarcimento di 50mila euro per presunta diffamazione perché – allo stesso modo di come hanno fatto anche alcuni deputati del Parlamento a mezzo di specifiche interrogazioni parlamentari e lo stesso Ministro della Giustizia nel rispondere ad esse (costoro tuttavia non citati in giudizio) – il Codacons aveva sollevato il problema della inopportunità che la minuta di un provvedimento di archiviazione fosse stata scritta da una sua stagista rivelatasi – udite udite!! – follower proprio del rapper indagato (il caso è quello, già noto alla cronaca, di una querela presentata dal Codacons nei confronti di Fedez).
Il Pubblico Ministero però, oltre a non aver compreso che nessuna censura era mai stata rivolta nei suoi personali confronti, sbaglia Tribunale! In una controversia che ha già al suo centro la necessaria massima imparzialità del giudice, il Dott. Rossato pretendeva di ottenere un risarcimento in suo favore dai colleghi dello stesso Tribunale (di Milano) al cui interno egli ogni giorno lavora. Non era evidentemente al corrente che per norma del codice di procedura civile – confermata già venti anni or sono dalla Corte Costituzionale – la causa da lui intentata deve essere azionata dinanzi al tribunale di altro distretto rispetto a quello dove opera il magistrato.
Di fronte alla eccezione di incompetenza sollevata dal Codacons (ma di tale dirimente importanza che avrebbe potuto essere sollevata anche d’ufficio dal giudice), la difesa del Dott. Rossato fa marcia indietro, comprende l’errore e manifesta la propria adesione all’eccezione. Il Giudice – alla prima udienza del processo tenutasi lo scorso 22 novembre – ha per il momento stroncato la azzardata causa e rinviato le parti davanti al Tribunale di Brescia, che dovrà ora decidere la vicenda, compreso quanto dovrà pagare il pm per la errata citazione.
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