Su Sanremo l’incubo “zona rossa”
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fonte:
- Il Centro
ROMA. Super Green pass e tamponi frequenti per tutti gli addetti ai lavori; obbligo di mascherina Ffp2 tranne che in video durante la diretta; accessi e percorsi diversificati per cast, artisti, orchestrali; tetti di affollamento per ogni area, anche durante le prove. A meno di un mese dal Festival di Sanremo (1-5 febbraio) la Rai è al lavoro per blindare l’Ariston, aggiornando lo stringente protocollo a prova di Cts, applicato già lo scorso anno, in base alle nuove indicazioni del governo e alla necessità di fronteggiare l’incubo Omicron. Resta l’incognita della capienza in sala, per ora ancora fissata al 100 per cento: bisognerà capire se le nuove misure di contenimento della pandemia, con i contagi in tumultuosa risalita, ne imporranno una revisione al ribasso. Con la Liguria che si avvia da lunedì prossimo verso l’arancione, c’è il rischio che si torni in zona rossa durante il festival, come un anno fa, ma al momento non è previsto un piano B: «Siamo in contatto con la Rai, si sta valutando la situazione, al momento non mi è stata comunicata alcuna intenzione di trovare soluzioni alternative», spiega il sindaco Biancheri, che “difende” l’Ariston dalla presa di posizione del ceo Fimi, Enzo Mazza, tornato a suggerire di valutare location diverse rispetto a «un cinema di 60 anni fa» anche alla luce dell’attuale emergenza. «Sappiamo della volontà della Rai di trovare una nuova location e sono già avvenuti sopralluoghi in città, ma una cosa è certa: il Festival e la città di Sanremo sono due realtà indissolubili», rivendica il sindaco. L’organizzazione intanto archivia il caso Morandi che ironizza sui social mostrando il nuovo telefono privo di touch, dopo l’incidente del frammento del brano in gara finito online. Resta sul piede di guerra il Codacons, annunciando una diffida alla Vigilanza Rai e un esposto alle procure di Imperia e Roma.
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