Le conseguenze dell’inflazione al 4%
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fonte:
- Libero
Salgono sempre più in lato i prezzi in Italia.A dicembre, stando alle stime prelimiari diffuse ieri dall’Istat, l’inflazione ha toccato il +3,9%, rispetto al 3,7% del mese di novembre. Un rialzo che supera finanche le previsioni degli analisti che ipotizzavano un aumento del 3,8%. L’indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic), al lordo dei tabacchi, ha registrato un’impennata dello 0,4% su base mensile.Il tasso del 3,9% è il dato più alto dall’agosto 2008, quando l’inflazione era al 4,1%. «Si tratta» ha spiegato l’Istituto di Statistica, «dell’aumento più ampio dal 2012 (+3%)». L’accelerazione di dicembre è dovuta prioritariamente al cosiddetto «carrello della spesa» che negli ultimi trenta giorni è praticamente raddoppiato.I prezzi dei beni alimentari (oltre ai generi alimentari riguarda anche prodotti come il pane, la carne, i formaggi, le bevande analcoliche e alcoliche), per la cura della casa (beni per la pulizia e la manutenzione ordinaria della casa) e della persona (beni per l’igiene personale e prodotti di bellezza) sono schizzati in alto tanto che la loro crescita è passata dal +1,2% di novembre al +2,4%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto sono saliti dal 3,7 al 4,%. VOLANO GLI ALIMENTARI Analizzando, nel dettaglio,i prezzi dei beni alimentari di dicembre si nota poi un incremento sia dei lavorati – succhi di frutta, insaccati e prodotti surgelati – (cresciuti dal +1,4% di novembre al +2%) sia dei non lavorati – carne fresca, pesce fresco, frutta e verdura fresca – (saliti dall’ 1,5 a +3,6%) fino ai rincari dei beni durevoli (da +0,4 a +0,8%), autovetture, articoli d’arredamento ed elettrodomestici. In rialzo anche quelli per i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,9 a +2,3%); i prezzi dei beni energetici, pur mantenendo una crescita molto sostenuta, rallentano (da +30,7 a +29,1%), a causa di quelli della componente non regolamentata (da +24,3 a +22,0%), mentre la crescita dei prezzi della componente regolamentata resta pressoché stabile (da +41,8 a +41,9%). L””inflazione di fondo'”, al netto di energetici e alimentari freschi,e al netto dei soli beni energetici accelerano rispettivamente a +1,5% e a +1,6% (dal +1,3% di novembre). Immediate le reazioni allarmate di tante categorie ed associazioni. «L’aumento dei prezzi, unito all’espansione della pandemia, rischia di bruciare la ripresa in atto» ha avvertito Confesercenti secondo cui serve «monitorare con attenzione le dinamiche perché, se si generano aspettative negative, l’inflazione rischia di autoalimentarsi e propagarsi a tutti i comparti». Sulla stessa lunghezza d’onda Confcommercio per cui «questa condizione inflazionistica è destinata a permanere almeno fino all’estate, con inevitabili riflessi negativi sul potere d’acquisto delle famiglie frenando la ripresa dei consumi». FAMIGLIE IN CRISI Le più preoccupate sono, però, le as-sociazioni dei consumatori: l’Unione nazionale dei consumatori (Unc) ha calcolato che l’inflazione al 3,9% significa, per una coppia con due figli, un aumento del costo della vita di 1.407 euro annuo (535 solo per abitazione, acqua ed elettricità, 519 euro per i trasporti); per una coppia con un figlio l’aggravio raggiunge i 1.303 euro (537 per casa e 452 per i trasporti).I rincari per una famiglia media saranno di 1.094 euro. Ma il record spetta alle coppie senza figli con meno di 35 anni che, spendendo di più di quelle coi figli per viaggi e cura della casa, hanno un aggravio annuo di 1.438 euro. Secondo il Codacons, questi numeri sono destinati ad aggravarsi ulteriormente visto che, oltre all’inflazione, gli italiani nel 2022 dovranno fare i conti coi rialzi delle bollette di luce e gas scattati a Capodanno e che determineranno un’ondata di rincari in tutti i settori. Situazione che mette a serio rischio i consumi delle famiglie, che – per il caro-vita – potrebbero crollare. Insomma un 2022 alla “si salvi chi può”!
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