Ora l’inflazione corre nel carrello della spesa
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fonte:
- la Repubblica
di Valentina Conte Roma — Ora possiamo dirlo: l’inflazione è entrata in pieno pure nel carrello della spesa, oltre che nelle bollette. Nel mese di dicembre l’Istat registra un balzo del 3,9% sull’anno prima, ai massimi mensili da agosto 2008 (+4,1%), e una crescita dello 0,4% su novembre. Volano ancora i prezzi dell’energia, anche se rallentano un po’: +29,1% sull’anno da +30,7% di novembre. Quasi raddoppiano invece i beni alimentari, lavorati e non lavorati: +2 e +3,6% (da +1,4 e +1,5% di novembre). Non solo pane e pasta più cari quindi, ma anche carne, pesce, frutta e verdura. Il 2021 si chiude così all’insegna del risveglio dell’inflazione dopo la flessione nel 2020 (-0,2%): nelle stime provvisorie di Istat siamo a +1,9%, l’aumento più ampio dal +3% registrato nel lontano 2012. Dopo nove anni,i prezzi tornano dunque a marciare a pieno ritmo, non solo in Italia. Le autorità monetarie di Europa e Stati Uniti sono divise sulla natura della vampata, con la Bce più orientata a credere nella sua provvisorietà perché imputabile a una ripresa impetuosa, contestuale e globale. La stessa ripresa che imbottiglia gli ordini, crea scarsità di materie prime e così ne alza i prezzi. In attesa che la bolla – se così è – si sgonfi, imprese e famiglie però guardano a conti e scontrini. Al netto di energia e alimentari freschi, quella che Istat definisce “l’inflazione di base” si è alzata nel 2021 poco sopra il livello del 2020: +0,8% contro +0,5%. Al netto dei beni energetici, avremmo persino un pareggio tra i due anni: +0,7%. Magra consolazione per gli italiani che riscaldano le case, mettono la benzina, fanno la spesa, mandano avanti le fabbriche. Tanto più che la stessa Istat già intravede un’inflazione acquisita per il 2022 pari a +1,8% (un anno fa prevedeva un -0,1% per il 2021 e poi l’anno si è chiuso a +1,9%). Se abbigliamento e calzature non preoccupano (+0,6%) e neppure i tabacchi (+0,2%), le bollette sì (+14,4% tra dicembre 2020 e dicembre 2021) tra acqua, elettricità e combustibili. Come pure i trasporti (+9,6%) e un po’ anche la ristorazione (+3,5%). L’incremento su novembre dell’1,77% per la voce “ricreazione, spettacoli e cultura” non solo è “stagionale” – legata al mese di dicembre – ma fa quasi piacere, viste le restrizioni Covid che ne hanno impedito per molto tempo la fruizione.E poi siamo sugli stessi livelli di dicembre 2020. L’Unione nazionale dei consumatori calcola in 1.438 euro la stangata 2022 per le coppie senza figli che «spendono di più per viaggi e casa» e in 1.407 euro l’aggravio per la coppia con due figli. Considerato poi che «da giugno a dicembre l’inflazione è triplicata per colpa dei rincari dei beni energetici»e che nei primi tre mesi di quest’anno arriverà «l’impennata astronomica di luce e gas: +55% e +41,8%», a gennaio «sarà una carneficina per le tasche dei consumatori». Il Codacons stima 1.198 euro in più a famiglia: «Siamo a una vera e propria emergenza prezzi in Italia». Confesercenti dice che «così si ri-schia di bruciare la ripresa». Coldiretti aggiunge che l’inflazione «strozza le imprese agricole perché gli aumenti dei costi non sono compensati dai prezzi di vendita»
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