Casa, la Ue si pente: nessun divieto di vendita
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fonte:
- La Nazione
di Ettore Maria Colombo ROMA Marcia indietro della Commissione ue sulla proposta di direttiva sull’efficienza energetica degli immobili. Nella proposta avanzata ieri sparisce il divieto di affittare e vendere gli immobili più inefficienti dal punto di vista energetico se non ristrutturati entro certe date, norma che era invece presente nelle bozze circolate nei giorni scorsi e che avevano suscitato un vespaio di polemiche. La retromarcia di Bruxelles mette al riparo una grossa fetta di proprietari. Secondo i dati disponibili sul sito dell’Enea, dei quasi 2 milioni di attestati di prestazione energetica depositati nella banca dati Siape, per quanto riguarda le abitazioni principali il 36,1% era inquadrato in fascia G, quindi poco efficiente. Ancora più marcata la quota per quanto riguarda le seconde case, dove la fascia G vale il 51,7%. Mettere fuorilegge la classe energetica G in Italia – era la denuncia del Codacons – avrebbe significato bloccare la vendita e l’affitto di 16 milioni di immobili. Per adeguare il patrimonio,i costi da qui al 2030 oscillano dai 9 ai 12 miliardi l’anno a seconda del tipo di ristrutturazione. Un impatto pesantissimo. La proposta di direttiva Ue prevede comunque che il 15% del patrimonio edilizio con le prestazioni peggiori di ciascuno Stato Ue dovrà essere ammodernato dalla classificazione energetica G alla classe F entro il 2027 per gli edifici non residenziali ed entro il 2030 per gli edifici residenziali. La Commissione propone che a partire dal 2030 tutti i nuovi edifici debbano essere a emissioni zero. Per sfruttare il potenziale di un’azione più rapida nel settore pubblico tutti i nuovi immobili pubblici dovranno comunque essere a emissioni zero a partire dal 2027. Ciò significa che gli edifici devono consumare poca energia, essere alimentati il più possibile da fonti rinnovabili, non emettere direttamente emissioni di carbonio da combustibili fossili e devono indicare le loro emissioni dell’intero ciclo di vita sul loro certificato di prestazione energetica. Tra le misure approvate, anche lo stop alle caldaie a gas dal 2040. Ma, ha specificato la commissaria all’Energia, Kadri Simson, «la decisione di vietare le caldaie alimentate a combustibili fossili spetta agli Stati membri, noi mettiamo a disposizioni le basi legali». Insomma, gli Stati membri si riprendono il diritto di decidere autonomamente. Come specifica il vicepresidente della commissione europea, Frans Timmermans, «Bruxelles non vi dirà di non vendere o affittare la vostra casa se non è ristrutturata, nessun burocrate di Bruxelles ve la confischerà, il patrimonio culturale e le case estive possono essere esentate. La proposta non contiene alcun divieto di vendita o affitto per edifici di classe G». Sempre ieri, l’esecutivo europeo ha anche presentato un pacchetto di misure sul gas naturale dove si parla delle scorte comuni invocate da Italia, Francia e Spagna per calmierare il picco dei prezzi. Ma Roma, Parigi e Madrid dovranno dare battaglia per ampliare la portata dello strumento, concepito da Bruxelles come extrema ratio in situazioni di emergenza (interruzione delle forniture) più che come un dispositivo di regolamentazione del mercato.
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