13 Dicembre 2021

Bonus terme senza ISEE anche nel 2022? Il Codacons dice no!

Il Bonus terme è a tutti gli effetti un bonus senza ISEE.

E dovrebbe rimanere tale anche in caso di proroga a gennaio 2022, salvo non si protenda per l’introduzione dell’attestazione ISEE per tutti i richiedenti.

Già mesi fa la Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti) aveva criticato ampiamente questo buono per accedere alle strutture termali e di benessere, come cita il Corriere Nazionale. Pertanto, se venisse accolta la critica, servirà una riforma in questione per garantire un accesso più mirato, nonché l’erogazione dei 200 euro a chi è veramente bisognoso.

Cosa che poi non è accaduto per il bonus terme 2021, come la stessa Liliana Cacioppo nel suo video Youtube ti potrà raccontare.

Per quest’anno comunque non sarà possibile richiederlo, dato l’esaurimento dei fondi già da novembre. Ma è indubbio che il Governo Draghi, e Invitalia ripeteranno questo interessante esperimento economico, visto che ha comunque garantito un indotto economico molto soddisfacente per il settore del ristoro e del benessere.

In questo articolo affronteremo le ultime novità in merito al bonus terme, e cosa bisognerà fare qualora venisse approvata la richiesta dell’attestazione ISEE per il 2022.
Bonus terme 2021: ecco come funziona

Il bonus Terme nel 2021 funzionava con una semplice richiesta presso il sito dell’Invitalia. Ma questo solo quando dal 28 ottobre 2021 i vari stabilimenti termali e di acque minerali curative hanno aderito all’iniziativa.

Se le terme più vicine a te non vi aderiscono, purtroppo non potrai fare richiesta del bonus.

Se invece vi aderiscono, potrai richiederlo via sito, prenotando il servizio di benessere in quello stabilimento, e scaricando, una volta portando a termine, l’attestato relativo alla prenotazione.

Questo attestato dura 60 giorni dalla sua erogazione, pertanto, se non usi questo bonus in tempo, rischi di non poter utilizzare i 200 euro per il pagamento dei servizi.

E questo si tradurrebbe nel pagare di tasca tua tutti i servizi che hai usufruito, anche perché questo attestato dovrai presentarlo alla fine del soggiorno. Alla fine: né durante, né all’inizio.

Questo è abbastanza facile come buono, infatti ha avuto un successo strepitoso. E non a caso.
Bonus terme senza ISEE: ecco perché nel 2021

Il successo del bonus Terme è probabilmente dipeso dal fatto di non richiedere l’attestazione ISEE.

Richiedere l’ISEE infatti implicherebbe limitare la platea, e rendere questo buono accessibile entro una determinata fascia di reddito.

Lo abbiamo visto col bonus Vacanze, che richiede prima di tutto un reddito inferiore a 40.000 euro per poter avere:

150 euro se a richiederlo è una sola persona;
300 euro se a richiederlo sono due persone;
500 euro se a richiederlo sono tre persone.

Questo significa che chi ha redditi alti non può avere questo buono per stabilimenti balneari e vacanzieri tout court. Curiosamente questo buono non ha avuto un grande successo, visto che nel 2021 è stato riconfermato solo per chi non l’avesse usato nel 2020.

Non è stato il caso per il bonus Terme, visto che già dal 9 novembre, cioè un giorno dopo il click day, i 265.000 voucher disposti dal Ministero dello Sviluppo Economico, erano stati quasi tutti distribuiti.

E poco prima della fine del mese il fondo da 53 milioni di euro è stato esaurito. Un successo strepitoso, no?

Constata che con un semplice fondo da 53 milioni di euro il Codacons ha segnalato un indotto per il settore termale di oltre 200 milioni di euro.

Cioè l’investimento ha comportato a un incremento del 400% nelle entrate del settore. E questo dopo un anno di magra nel 2020, causa Covid e lockdown disposti in tutta Italia.

La scelta di non mettere l’ISEE è servita nel 2021 proprio per far rinsavire quel settore, così come quello vacanziero nel 2020 col bonus Vacanze. E s’è arrivati a togliere la richiesta della propria situazione come “ultima spiaggia” pur di stimolare un settore quasi distrutto dalle ondate Covid del 2020.
Bonus Terme senza ISEE anche nel 2022? Non per il Codacons!

Nonostante queste scelte giustificatissime per far rimettere in piedi gli indotti economici del settore termale, il bonus Terme non è stato ben apprezzato dalle varie associazioni dei consumatori.

In particolare il Codacons ha visto in questa scelta, cioè quella di non richiedere l’attestazione ISEE, un totale disinteresse per le fasce reddituali più deboli, visto che potrebbero richiederlo anche persone che possono permettersi tranquillamente di spendere ben 200 euro in più, senza dover ricorrere ai fondi statali.

In effetti non è la prima volta che la Codacons affronta questa mancanza di discrimine per certi bonus, visto che una situazione analoga è stata vista col bonus Rottamazione TV.

Cioè 100 euro di sconto per avere un nuovo televisore, a patto di rottamare uno che non può più percepire le frequenze del Nuovo Digitale Terrestre.

Anche questo non richiede l’attestazione, così come altri bonus. Ma questi buoni nascono come incentivi all’acquisto per settori che:

sono strategici per alcune riforme o manovre governative (es. digitalizzazione e switch off tecnologico);
sono in declino o in crisi economica a causa della crisi sanitaria Covid, e delle varie disposizioni governative.

La scelta di togliere l’ISEE come requisito è per allargare la platea, e per stimolare i consumi come extrema ratio, in particolare davanti ad altri indicatori che non sono molto ottimistici sia sul potere d’acquisto sia sul consumo pro capite.

Pertanto, un Bonus Terme senza ISEE anche nel 2022 sarebbe l’ideale, ma potrebbe non accadere, se la proposta del Codacons dovesse farsi valere.
Bonus Terme 2022: ecco chi vi aderirebbe

L’adesione al bonus Terme nel 2022 sarà possibile qualora il Governo Draghi decidesse per il rinnovo del buono, e quindi con un rifinanziamento da gennaio 2022.

Sulla scelta dell’ISEE o meno spetterà a Draghi se dare ascolto alle associazioni, o continuare con questa strategia, visto che, malgrado tutto, ha garantito ben 200 milioni di euro in più nell’indotto commerciale. E almeno 150 milioni non provengono dal bonus, se vogliamo essere fiscali.

Già questo sta a significare la bontà del buono, perché ha portato dei soldi che di gran lunga riscattano la spesa pubblica, proprio con soldi di privati.

Se rimanesse così come già disposto per il 2021, chi potrebbe aderire saranno sempre gli stabilimenti termali e quelli delle acque minerali curative.

E, ovviamente, non i seguenti stabilimenti:

centri termali o curativi convenzionati col Sistema Sanitario Nazionale;
centri termali o curativi convenzionati con enti pubblici simili;
centri termali o curativi già aderenti ad altri bonus governativi.

Tutti questi non potranno aderirvi perché fondamentalmente non ne hanno bisogno. I primi due sono sottoposti al supporto pubblico, quindi anche con la crisi non potevano rischiare il fallimento, essendo accomunati ad un’azienda di Stato.

E l’ultimo, avendo già altri bonus a carico, non ne avrebbe diritto per ovvi motivi.

Semmai chi ne ha diritto dovrà comunque fare richiesta presso il sito di Invitalia, in modo da ottemperare a tutti i requisiti richiesti.

Potrebbe semmai cambiare qualcosa per il richiedente inteso come consumatore.
Bonus Terme 2022: se vincesse il Codacons, ecco come funzionerebbe

Tralasciando l’esercente, ora concentriamoci sul consumatore. Supponendo che ci sia la possibilità di richiederlo senza ISEE, è probabile che però il Governo Draghi eviti di disporre di nuovo il voucher digitale a chi lo ha già richiesto l’8 novembre 2021.

Un po’ sulla falsa riga del bonus Vacanze, bloccato nel 2021 a chi lo aveva già richiesto nel 2020.

Diversamente, si dovrà sperare che siano sempre 200 euro a testa, come in precedenza. Non dovrebbero esserci dei problemi a riconfermarli, visto il successo spettacolare di novembre, ma è meglio non darlo per scontato.

Qualora invece dovesse passare la richiesta delle associazioni di imporre un ISEE ai richiedenti, la cosa si complicherebbe, perché bisognerà fare non più l’ISEE 2021, ma quello 2022, in merito ai redditi disponibili fino al 31 dicembre 2020.

In quel caso ci potrebbero essere dei problemi, perché, dato che l’ISEE 2022 sarà disposto dal 1 gennaio 2022, si potrebbero creare dei problemi qualora la data fosse un (possibile) 8 gennaio per poter richiedere il bonus.
Bonus Terme 2022: un possibile clickday?

Presumo che si tratti dell’8 gennaio 2022 il nuovo clickday per il bonus terme 2022 davanti al fatto che gli attestati rilasciati tra l’8 e il 9 novembre 2021 durano solo 60 giorni, quindi entro l’8 gennaio 2022:

chi l’ha usato non se lo vedrà scadere;
chi non l’ha usato entro gennaio, lo perderà definitivamente.

E constatando che, sempre in un’ottica di possibilità, tutti e due non potranno rifare la domanda perché già stati assegnatari del buono, automaticamente si avrà una platea più ridotta.

Non di tanto, ovviamente, visto che i voucher erano 265.000, ma i clienti annuali, in media, sono quasi 2.800.000, di cui il 12% di provenienza straniera.

Anche togliendo la parte straniera, che non potrebbe mai beneficiare del buono perché riservato a cittadini italiani e residenti in Italia, rimarrebbero comunque quasi 2.500.000 persone. Togliendo i 250.000 richiedenti del bonus, rimarrebbero comunque ben otto-nove volte il numero dei voucher disposti.

Come potrai notare, è indubbio che anche a gennaio ci sarà un click day, forse peggiore di quello accaduto a novembre, col risultato che gli stessi server di Invitalia sono andati in crash..

Però siamo al momento nella sfera delle speculazioni. Finché il Governo si deciderà, l’unica cosa da fare è rimanere aggiornati sulla questione.

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