Stretta Ue sulle case: per venderle (o affittarle) servirà adeguarsi a standard minimi di consumo energetico. Codacons: ”Così bloccano il mercato immobiliare”
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fonte:
- Il Dolomiti
BRUXELLES. Le notizie che stanno arrivando in queste ore dall’Europa fanno già preoccupare il mondo dell’edilizia e anche le associazioni dei consumatori. La Commissione europea, infatti, starebbe portando avanti un pacchetto di norme, da includere nella nuova direttiva sull’efficienza energetica che sarà presentata il 14 dicembre, e tra i vari punti ci sarebbe anche quello dell’obbligo di rinnovo energetico prima della vendita (o affitto) per edifici e abitazioni.
L’obiettivo delle nuove norme è quello di ridurre le emissioni nette di gas serra del 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Gli edifici, in tutto questo, sono un elemento fondamentale considerando il fatto che producono più di un terzo delle emissioni di Co2 dell’Ue e rappresentano il 40% del consumo energetico.
La linea che vuole portare avanti la Commissione Europea è quella di stabilire uno standard minimo di prestazione energetica in tutta l’Ue e questo porterà i 27 Paesi a rinnovare milioni di edifici ad esclusione di quelli storici. Ci sarebbe, inoltre, anche l’introduzione di nuovi strumenti per agevolare l’esecuzione delle ristrutturazioni degli immobili da parte dei proprietari.
A criticare la proposta portata avanti dalla Commissione Ue sono i Consumatori. “L’obbligo di rinnovo energetico prima della vendita per edifici e abitazioni è una idea ridicola che non potrebbe essere applicata in Italia” ha spiegato nero su bianco il Codacons, bocciando senza mezzi termini la proposta a cui si sta lavorando in vista della presentazione della nuova direttiva sull’efficienza energetica degli edifici attesa per il 14 dicembre.
“Non esiste alcun nesso tra il diritto di vendita di una proprietà privata e l’obbligo di efficientamento energetico che l’Ue vorrebbe mettere in capo ai proprietari di case – spiega il presidente Carlo Rienzi – Un simile provvedimento, infatti, creerebbe un evidente squilibrio a danno di chi possiede una abitazione, e porterebbe ad un rialzo ingiustificato dei prezzi delle case e bloccherebbe quasi del tutto il mercato immobiliare”.
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