4 Dicembre 2021

La crescita dell’Italia quest’anno sarà a +6,3%

ROMA.  Si  profila  una  crescita  migliore  del  previsto  per  l’Italia  nel  2021,  con  il  Pil  che  dovrebbe  attestarsi  +6,3%  secondo  l’Istat,  che  ha  alzato  la  stima  di  giugno  del  +4,7%.  Ma  Natale  «potrebbe  regalare  ancora  qualche  decimale  in  più»,  dice  il  ministro  della  P.a.,  Renato  Brunetta,  spiegando  che  sarebbe  un  «dono»  per  la  «ritrovata  fiducia  l’ottimismo  delle  famiglie  delle  imprese  italiane».  Per  il  2022  il  Pil  è  visto  +4,7%.  Nel  Rapporto  sulle  prospettive  per  l’economia  italiana  nel  2021-  2022,  l’Istituto  di  statistica  avverte  che  l’inflazione,  che  ha  accelerato  dall’estate  scorsa,  si  attenuerà  solo  da  luglio  prossimo.  Intanto,  mentre  si  attende  la  valutazione  del  rating  da  parte  di  Fitch  attesa  in  nottata,  è  migliorato  ancora  novembre  57,6  punti,  da  54,2  di  ottobre  (oltre  le  stime  degli  analisti  che  erano  di  55,9),  l’indice  Pmi  composito  dell’Italia  che  valuta  l’andamento  del  settore  manifatturiero.  Più  ottimista  la  previsione  per  quest’anno  dell’occupazione,a  +6,1%  rispetto  al  2022  (+4,1%),  mentre  il  tasso  di  disoccupazione  rifletterà  la  progressiva  normalizzazione  del  mercato  del  lavoro,  con  un  incremento  nel  2021  (+9,6%)  una  riduzione  nel  2022  (9,3%).  L’aumento  del  Pil  sarà  determinato  soprattutto  dalla  domanda  interna  al  netto  delle  scorte.  Gli  investimenti  sosterranno  la  ripresa  saranno  spinti  nelle  costruzioni  dalle  agevolazioni  fiscali.  Anche  consumi  delle  famiglie  saranno  in  deciso  incremento  (+5,1%  +4,8%).  La  revisione  al  rialzo  delle  stime  di  giugno  è  dovuta,  spiega  l’Istat,  al  commercio  mondiale  che  ha  dato  ulteriore  stimolo  all’andamento  di  importazioni  ed  esportazioni  italiane,al  prezzo  del  petrolio  (circa  +4  dollari  barile  nell’anno  corrente  +2  per  il  2022)  al  tasso  di  cambio  che  incorpora  un  apprezzamento  dell’euro  nei  confronti  del  dollaro  più  contenuto  rispetto  giugno  (rispettivamente  1,18  1,20).  Il  miglioramento  dell’economia  italiana  si  deve  soprattutto  ai  servizi  (+3,4%  la  variazione  congiunturale)  rispetto  all’industria  in  senso  stretto  alle  costruzioni  (rispettivamente  +0,8%  +0,6%).  Forte  la  spinta  di  commercio,  trasporto,  alloggio  ristorazione  (+8,6%)  con  il  ritorno  alla  normalità  dopo  le  numerose  forti  restrizioni  dovute  alla  pandemia.Ea  confermare  la  fase  di  recupero  sono  segnali  provenienti  dal  clima  di  fiducia  di  famiglie  imprese,  che  tra  ottobre  novembre  si  è  mantenuto  sui  livelli  massimi  del  periodo.  La  ripresa  della  domanda  l’eccezionale  crescita  delle  quotazioni  del  petrolio  dei  prezzi  delle  materie  prime  agricole,  più  accentuata  nella  seconda  parte  dell’anno,  hanno  spinto  l’inflazione,  facendo  schizzare  le  tariffe  di  luce,  gas  carburanti  che  hanno  gravato  ulteriormente  sulle  tasche  degli  italiani.  Il  ministro  Brunetta  sottolinea  che  le  «scelte  di  buon  senso  fatte  dal  governo  Draghi  sulla  gestione  della  crisi  hanno  funzionato»  regaleranno  qualche  decimale  in  più  alla  crescita  Natale,  che  sarà  in  sicurezza  grazie  alle  «azioni  che  hanno  permesso  ai  cittadini  alle  aziende  di  ritornare  alla  normalità»  dopo  le  fasi  peggiori  del  Covid.  L’Unione  nazionale  consumatori  osserva,  però,  che  la  stima  dell’Istat  sulla  spesa  delle  famiglie  è  «positiva,  ma  su  quella  del  2022  pesa  l’incognita  inflazione»e  il  Codacons  rincara  affermando  che  se  l’inflazione  continuerà  crescere  anche  nel  2022,  «gli  effetti  sui  consumi  delle  famiglie  saranno  devastanti,  con  ripercussioni  negative  sul  commercio  sull’economia  nazionale»,  per  cui  chiede  al  governo  di  frenare  l’escalation  dei  prezzi  «sterilizzando  Iva  accise  sui  carburanti». 

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