Sorical presenta il conto al Comune Decreto ingiuntivo di 428 mila euro
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Tegola sulle casse del Municipio. Il Comune di Davoli rischia di dover sborsare quasi mezzo milione di euro alla Sorical. Il Tribunale di Catanzaro, seconda sezione civile, accogliendo il ricorso per decreto ingiuntivo presentato dai legali della stessa Sorical, ha ingiunto all’ente di versare alla società delle risorse idriche calabresi (in liquidazione) l’ingente somma di 428mila euro, quale corrispettivo del servizio di erogazione dell’acqua per uso idropotabile, oltre agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria, nonché le spese relative al procedimento, valutati in complessivi 4.819 euro. Quasi mezzo milione di euro che su un bilancio comunale, che deve fare i conti con trasferimenti statali sempre meno cospicui, rischiano di pesare tantissimo. La somma pretesa dalla Sorical, che nel contenzioso in atto con il Comune di Davoli, ha ottenuto un punto a suo favore con l’emissione del decreto ingiuntivo da parte del Tribunale di Catanzaro, è riferita alle annualità 2014 e 2015. L’amministrazione comunale di Davoli, guidata dal sindaco Giuseppe Papaleo, ha ritenuto necessario opporsi al decreto ingiuntivo, per far valere le ragioni dell’ente, conferendo incarico legale per tutelare gli interessi del Comune. «Abbiamo proposto opposizione ha spiegato il primo cittadino – perché alcune fatture ci risultano pagate, altre invece sono dovute». «In ogni caso – ha aggiunto il sindaco della popolosa cittadina del Catanzarese – non riteniamo legittimi gli aumenti tariffari determinati da Sorical». Sulla base di quanto dichiarato dal sindaco,si evince, dunque, la volontà dell’ente di rideterminare la somma dovuta alla società che gestisce gli acquedotti regionali e le forniture idriche ai singoli Comuni, anche alla luce della richiesta del riconoscimento dell’illegittimità degli aumenti tariffari applicati dalla Sorical. In tal senso, la Giunta ha dato indirizzo al responsabile del settore amministrativo di dare seguito agli adempimenti necessari al conferimento dell’incarico legale per opporsi davanti al giudice al provvedimento che obbliga l’ente locale a pagare più di quattrocentomila euro. Del resto, la questione della presunta illegittimità dell’aumento delle tariffe Sorical è una battaglia sostenuta da anni non solo dai Comuni o dalle società (pubbliche o private che siano) che gestiscono le reti idriche urbane, ma anche da comitati civici e associazioni, fra cui anche lo stesso Codacons, su cui molto si è detto e scritto. Il costo dell’acqua grezza a metro cubo pagata a Sorical è contestato. Una questione che assume un rilievo maggiore, se si tiene conto che spesso e volentieri il servizio idrico erogato ai cittadini calabresi non è efficiente, anzi tutt’altro. La carenza idrica,i problemi di un’adeguata erogazione,o in alcuni casi di non potabilità dell’acqua fornita, sono disservizi ampiamente noti e diffusi che si traducono in un disagio enorme per l’utenza utenza. Un’accusa, quella dell’aumento illegittimo delle tariffe, che la Sorical ha sempre respinto, rispondendo alle contestazioni con le cifre a più zeri degli investimenti effettuati per il miglioramento e l’efficientamento del sistema idrico regionale. La matassa, ovviamente, non è facile da sbrogliare, anche alla luce del circolo vizioso che si crea fra la morosità degli utenti, quella dei Comuni e il disservizio idrico che purtroppo è un dato concreto,con gli effetti collaterali degli aggravi di spesa per gli enti impegnati in contenziosi che riguardano le somme dovute alla società delle risorse idriche.
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