Natale… salato, ma col carrello mezzo pieno di idee e regali
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fonte:
- Giornale di Brescia
La forte ripresa dell’inflazione,i rincari delle bollette e i timori legati alla pandemia potrebbero rendere questo Natale meno dolce e… un po’ più salato. Secondo Confcommercio gli italiani spenderanno 158 euro pro capite per i regali, qualcosina in meno, quindi, dell’anno scorso (164 euro)e molto meno dei tempi d’oro. I negozianti bresciani, però, non si lasciano scoraggiare: si stanno facendo in quattro per stimolare lo shopping e vedono già il bicchiere (anzi, il carrello) mezzo pieno di regali. Che aria tira. «Siamo fiduciosi – è il commento di Carlo Massoletti, presidente di Confcommercio Brescia -. Certo, lo studio nazionale mette in evidenza problemi reali, ma noi guardiamo a questo Natale con ottimismo. Secondo le nostre stime, sul fronte degli acquisti, la situazione sarà migliore rispetto a un anno fa, quando eravamo alle prese con restrizioni maggiori».A suo avviso i bresciani si lasceranno tentare dal piacere di fare un’esperienza di shopping nei negozi di città e provincia anche perché di questi tempi, con i problemi che ci sono nel settore dei trasporti, «affidarsi alla rete può esporre al rischio di ricevere il prodotto in ritardo» e l’obbligo della mascherina imposto da molti Comuni (Brescia, Salò, Toscolano Maderno, Rodengo Saiano…) «può incentivare le passeggiate in sicurezza». Al momento «i clienti – aggiunge Massoletti – sono in una fase esplorativa -, dall’Immacolata in poi inizieranno a comprare». Si dimostra ottimista anche Barbara Quaresmini, presidente di Confesercenti per la Lombardia Orientale: «Negli ultimi tre mesi c’è stato un aumento degli acquisti e mi auguro che il trend venga confermato. Fondamentale, ovviamente, sarà evitare nuove restrizioni». Ma cosa compreranno i bresciani? «In primis prodotti tecnologici e alimentari. Questi ultimi, tra l’altro, oltre a essere in linea con la cultura sempre più diffusa del chilometro zero e della riduzione degli sprechi fanno spendere importi inferiori e generano la percezione di aver fatto un acquisto di qualità superiore». Crisi dei chip.Chi sceglie la tecnologia deve fare i conti con la crisi dei chip e tutto ciò che ne sta conseguendo per non ritrovarsi con il carrello vuoto. Il colosso Apple ha ammesso che «la disponibilità dei dispositivi è limitata», ha colto l’occasione per invitare ad «anticipate i regali di Natale»e ha esteso il periodo utile per effettuare il reso dai classici 14 giorni al 20 gennaio 2022. Trovare una Play Station 5 è una missione impossibile. Idem «le lavastoviglie e i televisori di alta qualità», spiega Giambattista Lanzini della Arredi Lanzini Home & Tech di Concesio. La domanda c’èè? «Nì, da 3-4 anni gli acquisti non sono più concentrati sotto Natale, ma, complici le offerte, vengono anticipati».I problemi, a livello internazionale, riguardano tutti i settori: chi sforna panettoni, ad esempio, è alle prese con la penuria e il rincaro di burro, farine e imballaggi. Ecco perché, un po’ qua e un po’ là, i prezzi di molti prodotti sono stati ritoccati all’insùinsù. Stando così le cose e non potendo negare le difficoltà del momento segnalate nello studio di Confcommercio gli imprenditori bresciani ne stanno inventando di tutti i colori. È boom di idee regalo frutto di collaborazioni tra realtà locali dello stesso settore (si pensi ai cesti di marmellate, formaggi, biscotti e bottiglie: articoli di più produttori uniti per l’occasione) di settori diversi (la fiorista che fa un accordo con la pasticceria vicina per proporre box buone e belle). I centri storici si stanno riempiendo di luci e colori (si veda l’esempio di Desenzano).E le disponibilità delle vetrine tendono a estendersi. Come in città, dove il Consorzio Brescia Centro ha optato per l’orario continuato il giovedì e l’apertura domenicale. «La situazione è incerta, ma dobbiamo essere ottimisti e accogliere i clienti con il sorriso», commenta la presidente Francesca Guzzardi. Il tutto affinché il carrello si riempia di regali, soddisfazioni e… spensieratezza.
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