Il guru No Green Pass ignora il caso in piazza e attacca Big Pharma
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fonte:
- La Stampa
AMUEL MORETTI B ig Pharma, il nuovo ordine mondiale,le trame del governo e dei potentati economici. Mancavano solo i Savi di Sion per completare il quadro di ogni complottismo che si rispetti. Ma il centinaio di No Green Pass radunati in piazza Vittorio Veneto ieri a Biella per ascoltare Edmondo Litrico ha mostrato di accontentarsi. Applaudendo i passaggi forti nell’intervento del leader anti-vaccini venuto da Erba a portare il Verbo della nuova Resistenza: chi sono i nemici, quale la guerra santa da combattere, quali le strategie per vincerla. O meglio, per distribuire «qualche bastonata» allo Stato, come ha spiegato il guru della lotta al certificato verde. Di argomenti Litrico ne ha forniti a profusione, tralasciando il tema del giorno, che ha fatto fare a Biella il giro del mondo grazie a un braccio in silicone e a un dentista denunciato. Ma passando con disinvoltura da una sentenza della Cassazione all’epidemia da tabagismo: «Dicono di volerci curare dal virus, ci obbligano a fare i vaccini e poi continuano a vendere le sigarette con il monopolio». E via citando numeri per dimostrare che il fumo uccide peggio del covid. E che i morti per il virus sono assai meno di quelli che ci raccontano «perché i dati sono truccati signora».I veri dati bisogna saperli trovare come ha fatto lui, Litrico. Che ha assicurato di volerli mettere a disposizione sul suo canale Telegram, scordando di citare quale fosse la fonte. Non che il profeta di Erba sia un’eccezione. Prima di lui hanno parlato altri. Prima per trasmettere la solidarietà all’Australia, dove «il governo impedisce la libertà di manifestare», poi per ribadire che «i morti per covid in Italia sono lo 0,0002% del totale». Una fonte Litrico l’ha citata. Il Codacons. Il cui sito racconta di medici «foraggiati dalle multinazionali farmaceutiche» per dispensare vaccini pericolosi a ignari cittadini. Tanti medici. In quasi tutte le città d’Italia, tra cui Biella e Cossato. Ma sono dati del 2017. L’appuntamento coi No Green Pass in piazza è un’abitudine del sabato. Con aspetti conviviali come il coro da stadio o l’intermezzo musicale sulle note dell’Uva fogarina. E poi le parole.A tratti incaute, come l’istigazione a smettere la mascherina o a stracciare le multe a chi viola le regole perché «sono solo pezzi di carta». Il Verbo di una guerra santa combattuta da pochi. Ma che potrebbe avere conseguenze pesanti per tutti.
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