Rincari in serie, crescono i nuovi poveri
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Il metano non ti dà più una mano; il caffè diventa amaro perché lo paghi più d’un euro; il panettone pronto per un Natale più… “salato”! Secondo la Codacons, le prossime festività natalizie potrebbero costare agli italiani quasi un miliardo e mezzo in più rispetto al 2019, prima della pandemia. Pesa sull’aumento dei prezzi soprattutto il costo delle fonti d’energia; le tariffe di luce e gas sono già salite, rispettivamente, del 29,8% e del 14,4%; sempre più cari sono i carburanti e ciò influisce sul rialzo dei listini al dettaglio delle merci trasportate su strada. Spesso alcuni prodotti risultano introvabili (addirittura le sacche dei cateteri), altri sono schizzati alle stelle: dal 1° novembre i laterizi hanno registrato un +60% a scapito di chi attende da anni la ricostruzione post sisma. Insomma, “mala tempora currunt sed peiora parantur”. Tradotto: la situazione non è bella e all’orizzonte c’è tanta foschia. Senza trascurare purtroppo il ritorno del Covid, forse causa o “pretesto” dell’innesco di questa spirale che da un lato appesantisce le imprese impegnate a spingere la ripresa e, dall’altro, produce ricadute negative sulle tasche dei cittadini, già stremati dalle difficoltà dei mesi passati. La situazione richiede attenzione per avere misure di calmiere almeno sui servizi essenziali, affinché non siano ancora le famiglie a basso reddito a pagare gli effetti peggiori di questa nuova crisi che amplifica le disuguaglianze già emerse durante l’emergenza sanitaria, quando i dossier di Caritas hanno fotografato un Paese con tanti nuovi poveri. Quanti riusciranno a rialzarsi e a mettere un dono sotto l’albero di Natale? Quanti invece torneranno in fila per il pacco della solidarietà?
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