11 Novembre 2021

CASO DAZN AL GOVERNO

La decisione  di  Dazn  di  interrompere  l’opzione  del  doppio  abbonamento  arriva  sul  tavolo  del  ministero  dello  Sviluppo  Economico  (Mise).  Il  titolare  del  dicastero,  Giancarlo  Giorgetti,  insieme  al  sottosegretario  Anna  Ascani,  ha  convocato  vertici  della  piattaforma  streaming  «per  fare  chiarezza  tutela  dei  consumatori».  È  questa  l’intenzione  degli  esponenti  del  governo  che  hanno  fissato  l’appuntamento  alle  ore  15  di  martedì  prossimo,  16  novembre.  DAZN  ACCOGLIE  L’INVITO  «Come  di  consueto  siamo  disponibili  alla  collaborazione  al  confronto  con  le  autorità  le  istituzioni.  questo  riguardo  abbiamo  prontamente  accolto  l’invito  da  parte  del  ministro  dello  Sviluppo  Economico,  Giancarlo  Giorgetti,e  del  sottosegretario  Anna  Ascani,a  un  confronto  da  svolgersi  all’inizio  della  prossima  settimana»,  ha  commentato  Dazn  che  nelle  scorse  settimane  aveva ià  dovuto  fornire  spiegazioni  all’Agcom  per  i  disservizi  delle  prime  giornate  (sotto  questo  aspetto  c’erano  stati  miglioramenti  nelle  ultime  settimane)e  per  la  successiva  querelle  sulle  modalità  di  rilevazione  degli  ascolti,  con  il  nuovo  modello  Nielsen,  ovviamente  differente  rispetto  a  quello  tradizionale  Auditel  basato  soprattutto  sugli  ascolti  televisivi,  senza  tenere  conto  degli  spettatori  via  telefono,  computer  o  iPad,  utilizzati  per  la  visione  via  streaming.  È  bipartisan  la  coppia  che  ha  convocato  Dazn  al  ministero:  Giorgetti  della  Lega,  Ascani  del  Pd.  La  stessa  composizione  politicamente  trasversale  si  ritrova  osservando  i  firmatari  delle  interrogazioni  parlamentari.  Si  sono  mossi  i  deputati  del  Pd  Andrea  Casu,  David  Gariglio,  Vincenza  Bruno  Bossio,  Andrea  Romano,  UmbertoDelBassoDeCaroDelBassoDe,  Luciano  Pizzetti,  Laura  Cantini,  autori  di  un’interrogazione  a  Giorgetti  e  Vittorio  Colao,  ministro  per  l’Innovazione  Tecnologica  e  la  Transizione  Digitale,  parlando  di  una  «decisione  non  prevista  dalle  condizioni  generali  di  contratto»  che  «potrebbe  arrecare  notevole  pregiudizio  nella  fruizione  del  servizio   sta  generando  fra  gli  appassionati  molte  critiche  e  preoccupazioni».I  deputati  della  Lega,  Daniele  Belotti  e  Massimiliano  Capitanio,  si  sono  invece  rivolti  al  sottosegretario  allo  Sport,  Valentina  Vezzali,  esprimendo  la  loro  preoccupazione  «per  le  indiscrezioni  che  preannunciano  la  decisione  di  Dazn  di  bloccare,a  partire  dalla  metà  di  dicembre,  la  possibilità  di  utilizzare  più  dispositivi  in  contemporanea  e  ancor  di  più  dal  silenzio  assenso  dei  vertici  della  piattaforma  inglese».E  ieri  hanno  cominciato  a  circolare  le  prime  ipotesi,  comunque  non  confermate,  di  un  rinvio  dello  stop  al  doppio  abbonamento  a  fine  stagione.  Anzi,  tutto  dovrebbe  partire  a  fine  dicembre,  sempre  che  non  si  arrivi  a  una  soluzione  diversa  dopo  l’incontro  con  il  governo.  CONSUMATORI  IN  AZIONE  Prosegue  il  fermento  nel  mondo  delle  associazioni  a  tutela  dei  consumatori.  Il  presidente  del  Codacons,  Carlo  Rienzi,  valuta  «una  campagna  collettiva  di  disdetta  degli  abbonamenti  da  parte  dei  tifosi  per  inadempimento  da  parte  di  Dazn».  Altroconsumo a  lanciato  una  petizione  per  chiedere  «una  riduzione  del  prezzo  dell’abbonamento  a  seguito  della  decisione  di  ridurre  i  dispositivi  di  visione  collegati  a  uno  stesso  account».  Federico  Cavallo,  responsabile  delle  relazioni  esterne  di  Altroconsumo,  chiama  in  causa  la  Lega  Serie  A:  «È  responsabile  delle  mo-dalità  operative  con  cui  si  è  svolta  l’assegnazione  dei  diritti  e  si  sta  disinteressando  dei  disservizi  e  dei  possibili  danni  ai  consumatori,  non  prendendo  una  netta  posizione  e  non  vigilando  adeguatamente  sull’erogazione  del  servizio».  La  Lega  condivide  la  scelta  di  Dazn  di  contrastare  il  fenomeno  del  20%  che  sfrutta  la  condivisione  dell’abbonamento  in  modo  fraudolento  guadagnandoci  in  un  circuito  parallelo  di  pirateria  commerciale,  dove  non  esiste  alcun  punto  di  contatto  con  il  corretto  scambio  delle  credenziali  tra  amici  e  parenti.  È  in  gioco  il  valore  della  negoziazione  dei  diritti  tv  della  Serie  A  e  la  loro  corretta  fruizione.  D’altronde  la  Liga,  dove  la  trasmissione  via  web  è  diffusa  da  tempo,  si  è  mossa  nella  stessa  direzione  già  da  qualche  anno.  Ma  adesso  la  scena  è  dominata  dalle  proteste  del  restante  80%

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