10 Novembre 2021

Idea Dazn basta doppia utenza Ma gli abbonati protestano

Quando i problemi di connessione sembravano risolti e le polemiche conseguenti alla discrepanza fra i dati d’ascolto rilevati da Auditel e quelli certificati da Nielsen sedate, una nuova tempesta si abbatte su Dazn. Sono bastate le indiscrezioni del Sole 24 ore relative al progetto dell’ott di cambiare le condizioni contrattuali a stagione in corso, non consentendo più la doppia utenza per ogni abbonamento, per scatenare una rivolta degli utenti sui social.
In pratica la piattaforma streaming che si è aggiudicata i diritti della A, dopo aver riscontrato che da inizio campionato si verifica per ogni gara un 20% di connessioni non corrette, sta meditando di correre ai ripari.
Il proliferare di siti web o di chat su Telegram che favoriscono la condivisione dell’abbonamento non fra familiari ma fra persone di nuclei diversi ha fatto alzare il livello di allarme ai vertici di Dazn, intenzionata ora a combattere il fenomeno della pirateria e a contrastare il deprezzamento della Serie A. La «concurrency» rischia perciò di non essere più possibile: già martedì dal sito della ott è stato tolto il riferimento alla doppia utenza.
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In parole povere, se l’idea sarà confermata, non sarà più consentita la visione contemporanea dal medesimo abbonamento per due persone lontane l’una dall’altra. Da due device diversi, se collegati alla medesima rete fissa (il papà davanti alla tv in sala, il figlio su ipad in camera) invece sarà permesso. Del resto anche nella Liga viene vietata la visione condivisa per evitare la svalutazione del prodotto e qualora Dazn proseguisse sulla via della modifica delle condizioni contrattuali, la misura riguarderebbe tutto il mondo.
Enrico Mentana ha espresso il proprio parere su Facebook scrivendo «Verso la stretta contro i furbetti del pezzotto», chiave di lettura che trova il consenso di Dazn, determinata ad aumentare la soglia attuale dei 2 milioni di abbonamenti. Ma dopo le proteste su Twitter e le associazioni dei consumatori sul piede di guerra (il Codacons ha già annunciato un esposto all’Agcom e all’Antitrust affinché venga aperta un’istruttoria sul caso e, se confermata la decisione, accertino la correttezza dell’operato sanzionando la violazione), non è scontato che dalle idee la ott — che si è trincerata dietro un «no comment» — passi ai fatti, bloccando cioè dalla fine di dicembre gli abbonamenti «multiuso».
Il campionato nella Cinecittà del calcio a Lissone, il canale serie A è vicino
Mancava solo questo caso scottante per alimentare la preoccupazione fra le società. Con i bilanci devastati dalla pandemia e costretti ancora a far fronte a riaperture parziali degli stadi i club studiano formule alternative per intraprendere la via della sostenibilità. Martedì in un hotel di Milano i presidenti si sono incontrati per esaminare la proposta di trasformazione della Lega in una media company, seguendo l’auspicio di Paolo Dal Pino. L’idea è sul tavolo, anche se stavolta il coinvolgimento dei fondi non è contemplato. Di certo il centro di produzione televisiva di Lissone ha dimostrato alle società di essere in grado di confezionare in autonomia il prodotto televisivo calcio da rivendere poi ai broadcaster. I presidenti, pronti a stilare un piano industriale, pensano a profili manageriali esterni per guidare la Lega. Nuovo appuntamento prima di Natale.

 

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