Pulizie straordinarie e differenziata nel caos
-
fonte:
- Corriere della Sera
Rifiuti su strade e marciapiedi, sacchi lacerati da gabbiani e appesantiti dalla pioggia. Mobili e ingombranti accatastati in ogni quartiere, cumuli di cartoni, plastiche e imballaggi orfani della differenziata. La raccolta dei rifiuti da parte di Ama, che da ieri ha una nuova governance, è praticamente al collasso. «Saltano i giri di carta e plastica a causa dei ritardi negli scarichi dell’indifferenziata», denunciano i lavoratori di Ama del gruppo Lila. Da giorni aumentano le file di camion fuori dal Tmb di Rocca Cencia, dove c’è il centro di Ama più importante per lo stoccaggio. «Oggi (ieri, ndr.) sono più di 70 i camion carichi negli stabilimenti in attesa che tir della vergogna ci portino via i nostri rifiuti». Gli sbocchi in discarica dal mese scorso trovano un spazio in più nell’invaso di Viterbo, autorizzato dalla Regione per ulteriori 600 mila tonnellate, ma dovrà far fronte a tutte le esigenze territoriali del Lazio. In ogni caso aiuterà il fabbisogno di Roma per un anno, mentre la discarica di Albano scelta dall’ex sindaca Raggi sta continuando a ricevere circa la metà dei rifiuti previsti causa incompatibilità ambientale. La questione scottante degli impianti insufficienti sarà la vera sfida dei nuovi manager scelti dal sindaco Gualtieri. Infatti dopo la nomina dell’amministratore unico, Angelo Piazza, e il futuro Cda, sarà il direttore generale in arrivo a conclusione di un bando pubblico (tra un mese) che dovrà governare e ottimizzare il ciclo dei rifiuti. Nel frattempo la città rimane sommersa di scarti abbandonati, cassonetti sporchi e differenziata ai minimi storici. «Il piano di pulizia straordinaria voluto dal nuovo sindaco Roberto Gualtieri — denuncia Carlo Rienzi dal Codacons, l’associazione dei consumatori — si sta scontrando con l’inciviltà di quei romani che, dopo poche ore dalle operazioni di pulizia dei marTre politici (non coinvolti nell’inchiesta Mondo di mezzo) scelti dal neo presidente dem erano assessori anche nel 2013 Ostia, consiglieri Pd contro Falconi: «No alla giunta Tassone bis» Dem incatenati contro dem. Inizia con una faida tutta interna al Partito democratico la nuova amministrazione del X Municipio: due consiglieri eletti, Margherita Welyam e Raffaele Biondo, ieri intorno alle 13 si sono legati con una lunga catena al portone di ingresso del parlamentino di Ostia. Accanto uno striscione con su scritto: «No Tassone bis». Una protesta contro la giunta appena varata dal neo presidente Mario Falconi – civico ma espressione pd – che proprio lunedì doveva presentarla ufficialmente. Un ritorno al passato inaccettabile – secondo i due ventenni democratici, tra l’altro i più votati sul litorale: il riferimento è ad Andrea Tassone, ex mini-sindaco lidense che fu arrestato e poi condannato nel 2018 per corruzione nell’ambito dell’inchiesta «Mondo di mezzo». Brutti ricordi per Ostia, eventi a cui seguirono il commissariamento per mafia e quasi 3 anni di guida prefettizia. La criticità, sollevata dal gruppo giovanile del Pd, sta proprio nei nomi della squadra appena stilata, perché tre politici nel 2013 erano accanto all’ex presidente finito sotto accusa (senza essere coinvolti nelle indagini, ndr). Giuseppe Sesa oggi è al Bilancio e politiche abitative di Ostia, ma sei anni fa ricopriva il ruolo di capogruppo dem, l’allora assessore ai Lavori pubblici Antonio Caliendo ora va al Turismo, Eugenio Bellomo – all’epoca guidava il gruppo Sel in consiglio – avrà l’assessorato ai Lavori Pubblici. «Abbiamo provato fino all’ultimo a mediare, ma ci hanno costretto – spiegano i giovani dem che chiedono di incontrare il sindaco Gualtieri -. La tracotanza mista al paternalismo correntizio e conservatore del Partito democratico del Municipio X ci ha reso inevitabile prendere le distanze da un partito, che nulla ha imparato dal passato». Non un problema di nomi, ma «di cambiamento di metodo – specifica Agostino Biondo, guida dei Giovani dem del lido – nessuna apertura, solo giochi di corrente. Non vogliamo poltrone ma l’azzeramento della giunta». Sulla spaccatura nel Pd attacca l’opposizione, con Monica Picca, capogruppo Lega che parla di «poltronificio», ma anche Sinistra civica ecologista chiede di rivedere i nomi che possano essere «rappresentativi delle forze del centrosinistra». Il presidente del X Municipio, Mario Falconi, in risposta all’attacco dei giovani dem, replica parlando di «ricatto per avere l’assessorato al litorale».E definisce in una nota l’attacco «una vile e sconclusionata aggressione a me, ma non mi hanno mai chiesto veti sui nomi della giunta». Valeria Costantini © RIPRODUZIONE RISERVATA Mezzi Ama entrano a Rocca Cencia (foto Giuliano Benvegnù) Catene e lucchetti Margherita Welyam e Raffaele Biondo Corruzione L’ex mini-sindaco lidense fu arrestato e condannato nel 2018 a cinque anni ciapiedi, abbandonano a terra i rifiuti trasformando di nuovo le strade in discariche». Sui social impazzano le foto di immondizia abbandonata con cartoni e vetri sui marciapiedi di circonvallazione Ostiense dopo gli interventi di giovedì effettuati in contemporanea da Ama anche per lo spazzamento delle foglie, Servizio giardini per sfalcio e potature e Simu (dipartimento Lavori pubblici) per pulire i tombini. «È evidente — incalza il Co-dacons — che il piano di pulizia straordinaria non basti: servono telecamere e più controlli per stanare gli incivili che gettano rifiuti in terra e incrementare le sanzioni contro chi trasforma la città in una discarica a cielo aperto». Ad aggravare la situazione lunedì è previsto lo sciopero (nazionale) dei lavoratori di Ama, indetto dai sindacati Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel, che ieri hanno scritto a Gualtieri: «Riteniamo utile — sostengono — raggiungere in maniera condivisa obiettivi che valorizzino il nostro lavoro, essenziale per garantire la pulizia il decoro e l’igiene migliorando, contestualmente, le condizioni sociali, la salute e la sicurezza di operatrici e operatori del settore». Natale di Cola della Fp Cgil chiede: «L’azienda ha bisogno di essere ristrutturata, va aumentato il personale, fatti gli investimenti sugli impianti e acquistati nuovi mezzi: solo il 57% sono utilizzabili».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
