5 Novembre 2021

Vendite al dettaglio, si torna ai livelli pre-Covid. La domanda: durerà?

Le vendite al dettaglio tornano ai livelli pre-pandemia. A settembre 2021 aumentano sia su base annua sia rispetto ad agosto, sia i beni alimentari sia quelli non alimentari. Vanno su le vendite al dettaglio in tutti i tipi di negozi e di esercizi. Da segnalare però il più 6,2% dei discount alimentari e l’aumento sempre a doppia cifra dell’e-commerce, che continua una lunga tendenza alla crescita delle vendite.
Vendite al dettaglio, i dati Istat

A settembre 2021, dice oggi l’Istat, si stima una crescita congiunturale per le vendite al dettaglio: +0,8% in valore e +0,6% in volume. Aumentano sia le vendite dei beni alimentari (+0,6% in valore e +0,3% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (+1,1% in valore e +0,8% in volume).

Nel confronto annuale, rispetto dunque a settembre 2020, le vendite al dettaglio aumentano del 5,3% in valore e del 3,9% in volume. Risultano in crescita sia le vendite dei beni non alimentari (+7,3% in valore e +5,7% in volume) sia quelle dei beni alimentari (+2,5% in valore e +1,4% in volume).

Le vendite al dettaglio dei beni non alimentari

L’andamento dei beni non alimentari vede vendite in crescita per tutti i prodotti, fatta eccezione per Mobili, articoli tessili, arredamento (-0,7%).

Su base annuale, le vendite al dettaglio crescono molto per Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+26,3%) e Altri prodotti (+9,9%), che comprende gioiellerie e orologerie. Da segnalare l’aumento delle vendite di Prodotti farmaceutici (+8,8%), di Dotazioni per informatica, telecomunicazioni e telefonia (+8,5%), come pure di giochi, giocattoli e sport (+5,9%) e di Calzature e Abbigliamento (tutte e due sopra il 5%).

La crescita delle vendite al dettaglio, infine, si spalma su tutti i canali distributivi. Rispetto a settembre 2020 sono in crescita nella grande distribuzione (+2,8%), fra le imprese operanti su piccole superfici (+6,3%); aumentano le vendite al di fuori dei negozi (+7,6%) e cresce il commercio elettronico (+18,8%). I discount di alimentari segnano un aumento annuale del 6,2% di vendite.

«Il livello dell’indice destagionalizzato in volume, grazie alla dinamica positiva degli ultimi mesi, raggiunge, per la prima volta dall’inizio dell’emergenza sanitaria, il livello di febbraio 2020», commenta l’Istat.

UNC: pesa l’incognita prezzi

Le associazioni dei consumatori accolgono questi dati con ottimismo e cautela al tempo stesso. Soddisfatte per il recupero delle vendite e insieme preoccupate che i consumi frenino, a causa del rincaro di energia, bollette e materie prime.

«Dati ottimi. Per la prima volta, infatti, si sono interamente recuperati i valori pre-crisi – commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – Mentre si era già verificata la rimonta sui valori pre-pandemia di gennaio 2020, mai, salvo orai, si erano superati quelli del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown».

«Su questa bella notizia, però, pesa l’incognita prezzi – prosegue Dona – Se l’inflazione, più che raddoppiata da giugno a ottobre, da +1,3% a +2,9%, dovesse proseguire la sua corsa, le vendite potrebbero subire uno stop perché le famiglie potrebbero decidere, a titolo precauzionale, di rinviare gli acquisti in attesa di tempi migliori, con il rischio di un Natale in bianco».

Codacons: incombe la stangata d’autunno

«Sulla buona performance delle vendite al dettaglio di settembre incombe la stangata d’autunno, che potrebbe frenare la spesa delle famiglie e affossare i consumi di Natale», dice a sua volta il Codacons di fronte all’aumento delle vendite al dettaglio.

«Le vendite al dettaglio – prosegue l’associazione – dovranno presto fare i conti con i rincari delle bollette luce e gas scattati ad ottobre, col caro-benzina e con la crisi delle materie prime, fattori che stanno determinando rincari di prezzi e tariffe in tutti i settori. Il rischio concreto è che il trend positivo del commercio si interrompa, con le famiglie che reagiranno alla stangata d’autunno tagliando gli acquisti negli ultimi mesi dell’anno. Una situazione che potrebbe affossare i consumi di Natale e determinare un danno ingente per l’economia nazionale».
Coldiretti: vola il cibo low cost

Da segnalare, attraverso Coldiretti, un altro aspetto legato all’aumento di vendite nei discount: la ricerca di cibo a costi più contenuti.

«Il caro prezzi legato alla pandemia fa volare gli acquisti di cibo low cost con i discount alimentari che fanno segnare un balzo del +6,2% nelle vendite in valore a settembre 2021 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il risultato più alto tra le forme di distribuzione – dice Coldiretti – Il risultato positivo dei discount evidenzia la difficoltà in cui si trovano le famiglie italiane che, spinte dai rincari, orientano le proprie spese su canali a basso prezzo e su beni essenziali come cibi e bevande».

 

 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this