Discarica, l’appello delle mamme
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fonte:
- l`Adige
MANUELA CREPAZ IMER – Continuano gli appelli per evitare la riapertura della discarica Salezzoni di Imèr, ma la giunta provinciale si è dimostrata finora sorda. L’assessore competente della Pat Mario Tonina, secondo la ricostruzione del sindaco di Primiero Daniele Depaoli, ha disatteso ( l’Adige di ieri) gli accordi presi con i primi cittadini,a cui aveva garantito che, in caso di contrarietà del territorio, la discarica sarebbe rimasta chiusa. Sono state raccolte oltre 30,00 firme ma,a quanto pare, non bastano. Firme raccolte anche grazie all’impegno delle donne del Comitato “no discarica” delle famiglie dei Masi, frazione su cui insiste il sito, che in questi giorni hanno scritto un’accorata lettera all’assessora alla salute Stefania Segnana senza ottenere risposta. «Facciamo appello – scrivono – alla sua sensibilità di mamma: crediamo che nemmeno lei subirebbe passivamente una imposizione iniqua e dannosa alla salute dei propri figli se abitasse a 200 metri da questa montagna di immondizia. La invitiamo a perorare la nostra causa con l’assessore all’ambiente e con il presidente Fugatti. Primiero chiede ascolto, tutela e rispetto: cose che sono molto mancate in questi anni. Chiediamo vengano trovate soluzioni serie, obiettive ed eque tenendo conto anche della nostra distanza che è già penalizzante: non graviamo ulteriormente un territorio che ha già pagato 40 anni di deposito di rifiuti e venga premiata la nostra virtuosa differenziata, la più alta in Trentino«.E concludono: «Lei è garante della nostra salute, la preghiamo di camminare al nostro fianco e far rispettare il nostro diritto a dare un futuro degno alle nuove generazioni, delle quali siamo insieme le prime responsabili come mamme, nonne, figlie e zie».E a proposito della montagna di rifiuti, proprio ieri il Codacons Veneto, conscio dei tanti turisti veneti – la maggioranza sul totale – che scelgono la valle di Primiero come meta privilegiata delle proprie vacanze, ha inoltrato al Dipartimento territorio e ambiente della Pat una mail stringata nei contenuti, ma forte nell’impatto visivo, allegando una serie di fotografie scattate da Gianni Gobber del comitato spontaneo no discarica. Ben si nota come la discarica si trovi proprio al cospetto delle Pale di San Martino, iconiche cime inserite a pieno titolo tra le Dolomiti Patrimonio Unesco. Antonio Cagnin, responsabile Ambiente ed Energia del Codacons, spiega nella lettera: «Scriviamo la presente per segnalarvi, anche se pensiamo che ne siate già al corrente, che ad Imer si sta procedendo alla riapertura di una discarica già satura, con l’apporto di una grande quantità di rifiuti. Tali materiali, sovrapposti allo strato attuale dei rifiuti compattati, alto circa 4 metri, aggiungerebbero allo stesso un ulteriore strato di circa 9 metri di altezza, per complessivi 13 metri, che deturperebbe in maniera vergognosa il paesaggio, come facilmente intuibile dalle foto allegate».E continua: «Proprio in quel punto in cui la strada si apre ad una stupenda immagine della catena delle Pale di San Martino (patrimonio Unesco), al viaggiatore, potenziale turista, si offrirebbe invece la vista di una grossa discarica, con le conseguenze che si possono immaginare. Appare dunque evidente come l’operazione in corso rappresenti una deturpazione paesaggistica di portata incalcolabile da evitare assolutamente». Dalle foto ben si immagina l’impatto di una nuova montagna di rifiuti che, nei calcoli provinciali, sarà di 6 metri e mezzo, raggiungendo i nove dopo il mascheramento.
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