L’Italia aggancia la ripresa
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fonte:
- Il Tempo
LUIGI FRASCA ??? Vola il Pil, e di rimbalzo l’inflazione. Gli ultimi dati dell’Istat infondono ottimismo con qualche richiamo alla cautela: nel terzo trimestre del 2021 il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato del 2,6% rispetto al trimestre precedente. In termini di crescita acquisita per l’anno, l’incremento è del 6,1%. Nel frattempo le stime preliminari sull’inflazione registrano un aumento del 2,9% su base annua a ottobre (+0,6% su base mensile). Trimestre su trimestre, la fotografia è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto che raggruppa agricoltura, silvicoltura e pesca, compensato da un aumento in quelli dell’industria e dei servizi. Con una domanda che dà un contributo positivo sia alla componente nazionale che a quella estera netta. Dopo un secondo trimestre del 2021 in forte recupero, osserva l’istituto di statistica, nel terzo trimestre dell’anno l’economia italiana ha registrato una crescita ancora molto sostenuta. Soprattutto a beneficio dei servizi di mercato, i più penalizzati dalla crisi. Occorre tenere a mente che la stima preliminare ha natura provvisoria, dato che si basa su indicatori in parte non completi e suscettibili di revisione. L’inflazione continua la sua corsa per il quarto mese consecutivo,con un dato che passa dal 2,9% rispetto al 2,5% del mese precedente. I prezzi al consumo nel mese di ottobre, rispetto al 2020, crescono soprattutto per via degli aumenti relativi ai beni energetici (che passano dal +20,2% di settembre a +22,9%). In misura minore pesa anche l’aumento dei generi alimentari lavorati, che crescono dell’1,44% dopo l’1% registrato a settembre. Restano stime preliminari, ma una crescita di tale ampiezza non si registrava da settembre 2012, quando raggiunse il 3,2%. Aumenti che per il presidente del Codacons Carlo Rienzi configurano «una stangata, considerata la totalità dei consumi di una famiglia, pari a 891 euro in più l’anno». Le stime dell’Istat hanno portato Intesa Sanpaolo a rivedere al rialzo la sua stima sul Pil per il 2021, che passa dal 5,7% al 6,2%. «Lo scenario è coerente con una crescita del Pil di mezzo punto percentuale su base congiunturale negli ultimi tre mesi dell’anno. Per il 2022, manteniamo la nostra previsione di un’espansione dell’attività economica dell’ordine del 4% (coerente con un tasso di crescita di 0,7% trimestre su trimestre): da un lato, l’effetto statistico positivo derivante dal rimbalzo superiore al previsto quest’anno suggerirebbe di per sé una possibile revisione al rialzo anche sulla stima per l’anno prossimo», spiegano gli analisti della banca. «Le uniche nubi all’orizzonte sono formate dalla carenza di aterie prime che si sta allargando a macchia d’olio», commenta il capo economista di Nomisma Lucio Poma. «Oltre al rame, acciaio, allumino e zinco – prosegue – inizia a mancare anche il magnesio. Oltre alla carenza dei semiconduttori l’automotive inizia a temere la carenza dei componenti passivi: magneti e condensatori». Quanto ai titoli di stato, lo spread tra Btp e Bund tedesco chiude in rialzo a 122 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,1313% sul mercato secondario. Il trend dei tassi dei titoli di stato dell’area euro, in particolare dei Btp, continua a sconfessare Christine Lagarde, numero uno della Bce, che anche giovedì ha cercato di rassicurare i mercati sulla natura,a suo avviso temporanea, della fiammata dell’inflazione.I rendimenti dei Btp, insieme allo spread Btp-Bund, avevano puntato verso l’alto già nella giornata di giovedì, di pari passo con l’euro che, a dispetto dei toni dovish di Lagarde, era salito fino a un soffio da 1,17 dollari. Ieri, pur con la moneta unica che fa dietrofront,i rendimenti decennali dei bond italiani volano ancora, schizzando in una sola seduta di 19 punti base balzando fino all’1,22%, massimo dal luglio del 2020.
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