Processo diamanti, respinte 400 richieste di parte civili
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
C’è stato un primo verdetto nell’udienza preliminare in svolgimento a porte chiuse davanti al gup milanese Manuela Scudieri nel procedimento legato alla presunta maxi truffa dei diamanti venduti da diversi istituti di credito a un prezzo sistematicamente superiore al valore reale a clienti ignari, molti dei quali anche bergamaschi. Ieri, in una delle aule allestite nei padiglioni di Fiera Milano City, sono state rigettate dal giudice quasi due terzi delle oltre 600 domande di costituzione di parte civile presentate da parte degli investitori gabbati. Nella stragrande maggioranza dei casi, piccoli risparmiatori che, fidandosi del bancario di turno, avevano acquistato diamanti da investimento, salvo poi ritrovarsi con un pugno di mosche. Lo stop alle associazioni Semaforo rosso all’ingresso nel processo come parti offese anche per tutte le associazioni di consumatori che ne avevano fatto richiesta: dal Codacons al Movimento Difesa Cittadino sezione di Verbania, passando per Assoutenti; associazione Codici Centinaia i clienti degli istituti di credito coinvolti nella presunta truffa Milano. Nel giudizio sulla presunta truffa il gup ha rigettato due terzi delle oltre 600 domande presentate da parte di privati e associazioni Onlus; associazione Codici Lombardia; e Confconsumatori. Le domande delle associazioni non sono state giudicate ammissibili in base al principio secondo cui la partecipazione al processo penale di soggetti estranei alla compagine delle parti necessarie deve essere limitata a coloro che siano effettivamente legittimati ad esercitare l’azione civile. Sono state inoltre escluse tutte le domande di coloro che avevano chiesto di potersi costituire parte civile,i cui nominativi non erano però stati indicati come parti offese nella richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla pm milanese Grazia Colacicco,la cui requisitoria è stata fissata per l’udienza del 9 dicembre. Infine, il gup ha ribadito l’impossibilità di essere parte civile nei confronti di società imputate per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, vale a dire quattro istituti: Banco Bpm, Unicredit, Mps e Banca Aletti. Un centinaio di imputati Oltre un centinaio gli imputati, chiamati a rispondere, a vario titolo, di truffa aggravata, autoriciclaggio e corruzione fra privati, per un presunto «ingiusto profitto ai danni degli investitori», quantificato in circa 500 milioni di euro, 314 dei quali finiti nelle tasche dei broker delle società Intermarket Diamond Business (fallita nel gennaio 2019) e Diamond Private Investment, che riconoscevano agli istituti di credito provvigioni fino al 15% dei contratti di acquisto dei diamanti. Tra i dirigenti e i funzionari (o ex) delle banche coinvolti, assieme a un paio di broker di diamanti, ci sono anche quattro imputati originari della Bergamasca, coinvolti a varie ipotesi di reato nell’inchiesta.
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