Crollo della diga di Rapallo, via al processo. Chiesto il coinvolgimento del Ministero
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fonte:
- Il Secolo XIX
Si sono costituite 22 parti civili nel processo per il crollo della diga di Rapallo, dopo la mareggiata dellottobre2018. Tra queste il Porto Riva, il Codacons, Federconsumatori e lassociazione Utentie Consumatori Aduc oltre ad alcuni proprietari degli yacht spazzati via dalla furia del mare. E ilministero delle Infrastrutture e mobilit? sostenibili (Mims) po- trebbe esserechiamato come responsabile civile, e quindia pagare i danni, nel processo per il crollo della diga di Rapallo che provocÚ Ú ilnaufragio di 225 yacht di lusso. Lo hanno chiesto proprio le parti civili nella prima udienza del processo iniziato ieri al Palazzo di Giustizia di Genova e che vede due imputati: il dirigente del Genio civile Alessandro Pentimalli, assistito dal legale Claudio Zadra e il progettista della struttura, Ernesto La Barbera, difeso dagli avvocati Simone Vernazza e Daniela Adamo. Secondo l’accusa accusa, ilavori di rinforzo a cui la diga era stata sottoposta nel 2000, avrebbero avuto difetti nella progettazione e non vi sarebbe stata sufficiente vigilanza da parte del Genio civile. Quello che rimane del primo porto turistico dItalia Italia, fai conti ancora con le conseguenze dellimpeto del marenella notte tra il 29 e il 30 ottobre del 2018. Quella notte le onde arrivarono ad altezze di 10 metri. Non si Ë costituito parte civile il Comune di Rapallo, anche se potr? farlo pi? avanti: ´Allo stato attuale, ci sembrava inopportuno. Potremo valutare questa scelta in futuro. Anche il Comune di Genova non lo aveva fatto subito, per il Ponte Morandiª, ha spiegato il sindaco di Rapallo, Carlo Bagnasco. Il primo cittadino ha poi ribadito di voler guardare ´al futuroª e non a l ´passatoª: ´Non entro nel merito della questione che verr? affrontata in questo processo. Ho massima fiducia nella magistratura e nei giudici perchÈ È si chiariscanoeventuali responsabilit? ª, ha sottolineatoil sindaco. E il futuro di Rapallo passa anche per il cantiere della diga foranea, ampliata sia in altezza che in larghezza. Era la notte tra il 29 e il 30 ottobre del 2018 quando una violenta mareggiata aveva battuto le coste del Tigullio. Le onde, alcune alte 10 metri, avevano abbattuto la diga foranea del Porto Carlo Riva, che allora ormeggiava pi? di 350 yacht. Oltre 200 imbarcazioni naufragarono durante il disastro, molte altre vennero spiaggiate sul lungomare di Rapallo. Sul crollo della diga foranea di Rapallo, era stata aperta dalla Procura di Genova, una indagine per disastro colposo. Nel mirino della procura erano finiti i lavori di rinforzo della diga del Duemila. La prossima udienzaË fissata per il 3 novembre, mentre il 22 dicembre si terr? ludienza sulla discussione delleparti civili. Il 16 novembre invecesi ter? la seconda udienza dellal- tro processo nato attornoalcrollo della diga di Rapallo, quello sullo smaltimento illecito di rifiuti. Il pubblico ministero Andrea Ranalli ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per 14 persone fisiche (difesi tra gli altri dagli avvocati Giuseppe Sciacchitano, Giulia Liberti, Stefano Savi, Mario Scopesi, Silvia Morini e Cesare Manzitti), tra cui l’allora allora direttrice della Porto CarloRiva Spa Marina Scarpino, finita ai domiciliari, e l’allora allora presidente del consiglio di amministrazione Andrea Dall’Asta Asta oltre a cinque societ?per responsabilit? amministrativa dell’ente ente, tra cui il portoCarlo Riva. ©
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